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domingo, 15 de junio de 2014

Potas con salsa: una ricetta Canaria!




Le potas en salsa sono un piatto tradizionale delle Isole Canarie, tipico delle zone di pescatori. Come accade per ogni piatto di questo tipo, ogni casa e ogni zona le cucina a suo modo, pertanto oggi vi spiego come le facciamo noi a casa nostra.

La pota è un mollusco (o meglio un cefalopode, dato che manca di guscio) molto simile al calamaro, ma più economico e forse anche meno conosciuto e usato, ma con il quale si possono fare dei piatti davvero deliziosi. La qualità della sua carne è forse inferiore a quella del calamaro, ma se la cuciniamo a modo può essere deliziosa!

Alle isole Canarie si usano davvero molto le potas, soprattutto preparate con la salsa. Ricordo che fino a non troppo tempo fa (e ancor oggi, di tanto in tanto) quando arrivavano i pescatori e gridavano con i camioncini "potasss! Potas frescheee...che buone le potaaaass!" e tutti scendevano a comprare le potas che i pescatori avevano pescato la notte prima. Questa è una caratteristica tipica della pesca delle potas: si pescano di notte e in alto mare.



Le potas accettano le stesse modalità di preparazione dei calamari, così che per i bimbi (e non solo!) sono ideali, dato che non hanno lische. Nutrizionalmente parlando poi le potas sono decisamente interessanti, dato che sono una cospicua fonte di proteine e i grassi che hanno sono del tipo buono, e anche se hanno circa 190 mg. di colesterolo ogni 100 grammi di pota, una volta che ne mangiamo il nostro colesterolo non aumenterà come invece accade quando mangiamo altri alimenti, anzi, in realtà aiuta a abbassarne il livello grazie al particolare tipo di grasso che contiene. E' ricca anche di vitamine e di minerali come il fosforo, il potassio e il magnesio. Mangiate le potas quindi, che vi fanno bene!

Questa preparazione è molto versatile, e possiamo prepararne in più, e quello che ci avanzerà lo possiamo usare in molte altre preparazioni! Approfittatene! Ci risparmieremo tempo e denaro. Inoltre è anche un piatto con ingredienti molto facili ed economici. Meno è più!
Ingredientes:
  • 1 kg y 1/2 aprox. de Potas.
  • 1 pimiento rojo
  • 1 cebolla grande
  • 3 dientes de ajo
  • 3 ó 4 tomates de salsa
  • 1 cucharilla de pimentón dulce
  • 2 hojas de laurel
  • 2 vasos de vino blanco ( aproximadamente)
  • 5 ó 6 cucharas soperas de aceite de oliva
  • Sal ( al gusto)
Preparazione:

1- Puliamo le potas e le tagliamo come preferiamo. Io non le tolgo la pelle mentre le pulisco perchè aggiungono una nota di sapore alla salsa, ma è una questione di gusti.




2- In una pentola al fuoco, mettiamo olio, la cipolla sminuzzata, come per fare un soffritto. Quando inizia ad essere soffritta, aggiungiamo l'aglio sminuzzato, il peperone tagliato e continuamo a soffriggere. Infine, quando il soffritto è circa a metà del processo, aggiungiamo i pomodori tagliati e pelati in precedenza.



3- Quando il nostro soffritto sarà in buona sostanza fatto (non è necessario che diventi una salsa di già in questo punto), aggiungiamo le potas, le rigiriamo un attimo, aggiungiamo il peperone, l'alloro e per ultimo il vino bianco. Ho detto una quantità di vino approssimativa, dato che durante la cottura magari dovremo aggiungerne un po' di più.




Lasciamo cuocere le nostre potas con sopra il coperchio, per circa 50 minuti (quando 
Dejamos guisar nuestras potas con el caldero tapado, aproximadamente 50 minutos 
(quando vogliamo controllare che le potas sono morbide è meglio farlo controllando i tentacoli, e se questi sono morbidi, allora la pota è pronta, dato che i tentacoli sono la parte più dura). Se vediamo che ancora non è abbastanza morbida ma la salsa si è abbassata parecchio, sara meglio aggiungere del vino, ma mai acqua! Così sarà più buono. In questo punto proveremo anche il sale, che ancora non abbiamo messo, dato che questi molluschi di solito rilasciano del sale nella cottura, e così non rischieremo che ci si rovini il piatto risultando troppo salato. Se crediamo che ci voglia, possiamo aggiungere un poco di sale marino, rigiriamo e continuiamo a cuocerlo...ciup ciup ciup ciup!


4- Quando crediamo che le potas siano ponte, le lasciamo qualche minuto in più, per permettere alla salsa di attaccarsi al fondo, cosa che darà al piatto un tocco tostato molto saporito, ma attenzione a non bruciarla!

La cosa migliore è accompagnare questo piatto con le mitiche papas arrugadas delle Isole Canarie, oppure con patate arrosto o ancora una buona purea di patate.


E' un piatto delizioso, ma anche molto flessibile, dato che possiamo usarlo anche per fare un buon riso con potas, che con il sapore della salsetta risulta davvero spettacolare! O anche possiamo usarlo per riempire le empanadas spagnole, etc...etc...Inoltre possiamo anche congelarlo e tenerlo pronto per quando ne abbiamo bisogno!

Per esempio, oggi vi propongo di fare un riso con le potas che avete avanzato il giorno prima (anche se spesso faccio le potas con salsa per fare direttamente il riso...gnammete!).

Per avere un ottimo riso dovete soltanto aggiungere alla stessa pentola dove teniamo le potas che sono avanzate la quantità di riso che desideriamo a seconda di quanti sono i commensali, e acqua (per ogni dose di riso ne mettiamo due e mezza di acqua, ma dipende anche da come è la nostra salsa: se è molto liquida, ne ridurremo la quantità). Aggiungiamo anche un pizzico di curcuma, per dare il colore giallo tipico, così da evitare di usare
 coloranti alimentari, e per di più ce ne potremo giovare: la curcuma infatti ha delle notevoli proprietà benefiche! Aggiungiamo il sale secondo il gusto, cuciniamo e quando il riso sarà al punto giusto di cottura...voilà! Ecco fatto rapidamente un delizioso piatto di riso gustosissimo!

Di certo al riso potremo aggiungere anche olive, piselli o quel che desideriamo, ma il bello di questo piatto è quello che con un piatto molto semplice, con pochi ingredienti, potrete avere una squisitezza da leccarsi i baffi!

Buon appetito!

AnGie


viernes, 30 de mayo de 2014

La ricetta del Puchero Canario

Felice Giorno delle Isole Canarie!






Oggi vi portiamo una ricetta della gastronomia tradizionale canaria: il puchero.

Possiamo dire che il puchero canario è la versione dell'arcipelago del famoso cocido spagnolo. E' un piatto piuttosto completo e nutriente, che si è soliti mangiare nelle fredde giornate d'inverno (si, ok, anche se alle isole Canarie non abbiamo un inverno gelido abbiamo numerosi "microclimi", il che significa che in ogni parte abbiamo temperature e situazioni climatiche differenti, ne sareste sorpresi hehe). E' bello farne una bella pentola per condividerlo con la famiglia, certamente sempre accompagnato con un mojo canario e un escaldon de gofio (di cui parleremo in un altra occasione). Insomma, tutto molto tipico!

Si tratta di un piatto dove vanno combinate diversi tipi di carne (maiale, costine, vitello, pollo o gallina), diverse verdure e ortaggi (zucchine, chayotas, zucca, carote, cavoli, fagiolini, ecc), ceci, patate, patate dolci e mais. In alcuni paesini si mette anche una pera al bollito. Ovviamente siete liberi di non mettere qualunque ingrediente non vi piaccia oppure che non avete in questo momento a disposizione. Da piccola era una ricetta che non mi piaceva molto, sai, i bambini e le verdure...ma quello che mi piaceva tantissimo era invece quando a casa mia facevamo il puchero era la zuppa! Quel brodino delizioso che si ottiene con tutti questi ingredienti assieme è davvero buonissimo!



Le quantità da usare per gli ingredienti del puchero variano da quanti sono i vostri commensali, e di solito si misura all'incirca un "pezzetto" di ogni cosa per invitato, così, in misura un po' spannometrica, sia per quanto riguarda la carne che la verdura e a seconda delle preferenze di ognuno. In questo caso, abbiamo fatto un puchero per circa 3 o 4 persone.
Ingredienti:

  • 1/2 kg. di carne di vitello
  • 1/2 kg. di pollo
  • 200 g. di costine di maiale
  • 1/2 morcilla
  • 1/2 chorizo
  • 150 g.di ceci
  • 2 ó 3 carote
  • 1 cipolla media
  • 1/4 peperone rosso
  • 300 g. circa di fagioli
  • Mezzo cavolo verde tagliato in quattro
  • 300g. di zucca
  • 8 patate (circa due patate per persona)
  • 2 pannocchie di mais
  • 2 o 3 denti d'aglio
  • zafferano
  • prezzemolo
  • cumino 
  • pimentón dolce
  • Sale marina
  • 2 cucchiaiate d'olio d'oliva
Preparazione: 

1Mettete a bollire l'acqua nella pentola e poi introdurre la carne a cuocere a fuoco medio.

2- Dopo circa 20 minuti aggiungere alla pentola i ceci e le carote.

3- Dopo altri 15 minuti introdurremo le verdure più dure, come ad esempio i fagioli (i quali di solito si legano assieme con un filo da cucina per calcolare circa un "pacchettino" per commensale), il cavolo, ecc ecc, e poco a poco andremo ad aggiungere il resto delle verdure.

4- A casa mia di solito facciamo un soffritto con olio, cipolla sminuzzata e peperone, accompagnato con una specie di "pesto" preparato con un mortaio con aglio, cumino, prezzemolo, sale e zafferano. Verso la fine, aggiungeremo del pimenton al soffritto per evitare che non si bruci e rovini il sapore. Una volta che il nostro soffritto è pronto lo aggiungeremo alla pentola, assieme alle verdure. Questo darà molto più sapore al nostro puchero. Ma se preferiamo, possiamo evitare questo passaggio e aggiungere il tutto "a crudo".
5- Quando la verdura sarà a metà cottura aggiungeremo le patate e le patate dolci, per evitare che si rompano. In questa fase aggiungeremo anche la morcilla e il chorizo.

6- Quando tutto sarà ben cotto, spegnamo il fuoco e a mangiare!

7- Se vogliamo, possiamo usare il brodino del nostro puchero e farci una deliziosa pastina con tutto il sapore delle verdure. Per fare questo mettiamo il brodo in un altra pentola e gli aggiungiamo la pastina, ed è pronto! Per giunta, con questo brodo, possiamo anche fare un "escaldon de gofio", che non può mancare in nessuna tavola canaria! (in un'altra occasione vi parleremo anche del gofio, un nutriente alimento canario).

8- Per servire il puchero, metteremo nel piatto un pezzo di ognuno degli ingredienti preparati, secondo le preferenze, e per concludere il tutto lo condiremo con olio d'oliva e aceto. A tavola! Da accompagnare con un ottimo vino rosso della casa.

Buon appetito o meglio...Que aprovechen!


Unpiatto di puchero, di escaldon de gofio e di mojo rosso

Se avanza del puchero, possiamo usarlo per fare delle buonissime crocchette. Inoltre, questo è un piatto ideale per tutte le diete, nel caso eliminando la carne per i vegani e i vegetariani, e perfettamente idoneo per i celiaci.
Salutoni!

AnGie





















miércoles, 14 de mayo de 2014

La ricetta della Croquetas spagnole

Le crocchette sono un simbolo della gastronomia spagnola, e rappresentano una specialità tipica realizzata con i sapori più autentici e veraci della cucina iberica. Non ci immaginiamo di andare in un posto di tapas senza che nel menù non vi siano anche le onnipresenti crocchette. Le patate sono un alimento molto diffuso nella gastronomia spagnola, così come il jamon, e in molte ricette di crocchette spagnole questi due ingredienti si incontrano. Eppure le sue origini forse non sarebbero spagnole. La testimonianza storica più antica delle crocchette risale infatti al 1691 in Francia, quando il cuoco di corte di Luigi XIV lascia per iscritta la prima ricetta della deliziosa pietanza. A sostegno di questo dato apportiamo il fatto che le croquetas sono fatte anche con la salsa bechamel, una salsa di origine italiana tipica anche della cucina francese. Non sappiamo se il cuoco in questione abbia preso ispirazione da una precedente ricetta spagnola, ma sta di fatto che in Spagna le crocchette hanno avuto uno sviluppo incredibilmente maggiore.

La prima fonte storica di crocchette spagnole si trova nel libro del 1867 " El cocinero español y la perfecta cocinera", pubblicato a Malaga. Forse questa fonte è però eccessivamente tarda, e non dubitiamo che, di madre in madre, la ricetta  tradizionale di crocchette possa essersi originata svariati secoli prima.
Il nome invece non lascia spazio a dubbi, deriva dalla parola francese croquir e significa "scrocchiare", essere croccante. In seguito con il regno Borbonico nel sud Italia arrivò anche nel Regno delle due Sicilie, dove si trasformò in quella che oggi chiamiamo crocchè. la differenza tra le crocchè e le crocchette è che le prime si fanno con patate e uova, mentre le seconde con farina e latte. Dalle crocchè in Sicilia poi avranno origine anche le arancine.


Lo Chef Alberto Chicote e le sue famose crocchette
Oggi  vi parleremo delle crocchette con Jamon Iberico, una ricetta del famoso chef spagnolo Alberto Chicote, il quale ha pubblicato la sua ricetta direttamente su Twitter. Noi abbiamo fatto qualche ritocco qua e là, soprattutto per quanto riguarda le quantità, ma in pratica la ricetta è la stessa, saporita e cremosa. Sinceramente questa è la prima volta che metto la panna per fare la massa delle crocchette, ma è vero che ciò le rende molto cremose e morbide. Vi diremo in altre occasioni altre varianti di questa straordinaria ricetta.
Vediamola subito!

Ingredienti:


  • 670 ml di latte
  • 330 ml circa di panna da cucina
  • 95 g.di farina (ho usato metà farina normale e metà integrale)
  • 75 ml di olio circa (La ricetta di Chicote usa burro, ma io preferisco l'olio)
  • 1 cipolla grande
  • 100 g. di Jamon Iberico 
  • osso di prosciutto (facoltativo=
  • Sale (al gusto)
  • pepe nero (al gusto)
  • una spolverata di noce moscata
  • Per l'impanatura, 2 uova, farina e pane sbriciolato

Preparazione:

1º- In una pentola mettiamo il latte e la panna a riscaldarsi, nel caso che abbiamo con noi l'osso di Jamon possiamo inserirlo in questa fase, di modo che riscaldandosi il liquido prenda sapore. Quando il tutto inizia a bollire, abbassiamo il fuoco e lo lasciamo cuicere lentamente.

2º- In una padella antiaderente mettiamo dell'olio a fuoco medio-basso. Tagliamo la cipolla alla brunoise, o in piccole e sottili fette, e la lasciamo soffriggere. A questo punto mettiamo un po' di sale per velocizzare il processo.  Quando la cipolla risulterà trasparente, aggiungiamo il Jamon sminuzzato e rigiriamo il tutto.

3º- Aggiungiamo la farina e rigiriamo per 10 minuti circa, a fuoco basso per cuocere la farina, e passato questo tempo aggiungiamo poco a poco il mix di latte e di panna (ovviamente senza l'osso di jamon), senza smettere di rigirare per evitare che si formino i fastidiosi grumetti. Rigireremo il tutto per 10 minuti circa, o fin quando vedremo la massa ben uniforme. Aggiungiamo sale, pepe e la noce moscata e poi rigiriamo per altri 10 minuti circa, o fin quando vedremo che la massa smette di essere appiccicosa e non si attacca più ai lati della padella.


4º- Una volta concluso, passiamo la massa a un piatto fondo perchè si possa raffreddare, e copriamo con la pellicola trasparente . La pellicola dovrà toccare la massa per far sì che non si formi una crosta quando questa si raffredda. Lo lasciamo nel frigo per un paio d'ore o per la notte se lo facciamo da un giorno all'altro.

5º- Prendiamo tre piatti e in uno mettiamo farina, in un altro uova sbattute e in un altro ancora pane sbriciolato. Facciamo delle palline con la massa della dimensione che preferiamo e le passiamo prima per la farina, poi per l'uovo sbattuto e infine per il pane. Adesso friggetele in olio molto caldo. 



Le crocchette le possiamo congelare se non le mangiamo subito. Il mio trucco è quello di metterle in una teglia ben separate l'una dall'altra e le mettiamo a congelare per un'oretta circa. Poi, una volta congelate, le mettiamo in un sacchetto di plastica per congelare o in un Tupperware. Così facendo non si attaccheranno l'una all'altra quando di congeleranno, rendendo impossibile separarle poi quando le andremo a cucinare!




Un salutone!

AnGie



jueves, 8 de mayo de 2014

La torta Vilana, dalle Isole Canarie


Nel mese di maggio si festeggia il giorno delle Isole Canarie, e per celebrarlo inizieremo a condividere con voi delle ricette regionali e tradizionali della deliziosa gastronomia di queso arcipelago.


Oggi iniziamo con un dolce tradizionale dell'isola de La Gomera, la torta Vilana! si chiama così perchè prende il nome dal recipiente in cui si cuoce, che si chiama per l'appunto vilana o milana, ed è rettangolare e spesso metallico. Questo dolce è simile a un plum cake, ma la sua peculiarità è che porta nella sua massa come ingrediente principale le patate, oltre che le mandorle e l'uvetta passa. Le isole Canarie, come abbiamo già detto in altri articoli, hanno una varietà di patate davvero infinita, mentre le mandorle sono un frutto estremamente presente nei campi delle isole, e pertanto sono assai utilizzate sia nella pasticceria che nella gastronomia delle isole.

Mandorli in fiore nell'isola di Tenerife.

La torta Vilana è un tipico dolce tradizionale, con un sapore e una consistenza assai soffice, che possiamo trovare in qualunque festa Canaria, in fiere dell'artigianato, nelle feste delle scuole, nelle riunioni famigliari, nelle romerias...è davvero delizioso, ma è anche particolarmente facile da fare! Oggi condividerò con voi la ricetta della torta Vilana di mia mamma!
ingredienti

Ingredienti:
  • 250 g. di farina
  • 200 g. di zuccher (o quanto ne vorrete) 
  • 500 g. di patate
  • 30 g. di lievito tipo Royal
  • 6 uova
  • 150 g. di burro
  • 200 g. di mandorle
  • 200 g. di uva passa
  • 1 cucchiaiata di cannella
  • 1 buccia grattata di limone


Preparazione:

1º- Peliamo le patate e le mettiamo a cuocere. Una volta cotte, le trituriamo con una forchetta o un trituratore.

2º- In una ciotola, mettiamo le patate triturate con lo zucchero, il burro, le uova, l'uva passa e mescoliamo il tutto per bene.
3º. Aggiungiamo la farina (setacciata), con il lievito, la cannella, le mandorle (che abbiamo pelato in precedenza e sminuzzato in pezzi non troppo piccoli), e la buccia di limone grattata. Mescoliamo bene il tutto.

4º- Cospargiamo di grasso (burro) una teglia rettangolare e la spolveriamo con farina, affinchè la nostra torta non si incolli al fondo, e introduciamo la massa, decorando la superficie con mandorle intere secondo le nostre preferenze.

5º- Cuociamo in un forno preriscaldato a 150°C per circa un'ora. Staremo molto attenti alla cottura, dato che ogni forno è un mondo a parte. In questo modo vedremo che se si sta dorando troppo la superficie, potremo coprirla con carta argentata o carta da forno e continuare tranquillamente la cottura. Per verificare che è ormai pronto, usate un ago da cucina o un coltello e inseritelo nella torta: se ne uscirà pulito, la vostra torta è pronta!




6º- Lasciate riposare la vostra torta nella teglia finchè non sarà tiepida, e poi terminate il raffreddamento della stessa su una gratella e cercate (se riuscite!) di non mangiarla finchè non sarà completamente fredda!
 


Godetevela!

AnGie

domingo, 13 de abril de 2014

Le torrijas di Pasqua spagnole


Continuiamo con l'elenco delle ricette tradizionali per Pasqua da tutto il Mondo, e oggi vi portiamo la ricetta delle tipiche torrijas. Si tratta di un dolce tipico pasquale proveniente dalla Spagna, anche se ci sono numerose varianti assai simili in altri paesi europei. E' un dolce di origine umile, anche se è difficile conoscere con esattezza le sue origini. Di solito si ritiene che sia stato creato nel XV da alcune suore decise ad alleviare le proprie sofferenze culinarie dovute al digiuno quaresimale, utilizzando il pane in eccesso. Ci sono anche altri documenti che affermano che le torrijas sarebbero state inventate nell'epoca dell'Andalusia araba, in cui esisteva un dolce noto come zalabiyya, che era un dolcetto o un panetto fritto mangiato zeppo di miele. Questa versione oggi si trova ancora in paesi come l'Egitto, la Siria o l'Algeria.



Le torrijas sono una ricetta tanto antica come facile da fare. Si tratta di un dolce facilissimo, ed è davvero un peccato non provare a farlo! ;)

zucchero con cannella
Ingredienti:

-  Pane tagliato a fette (possibilmente del giorno prima) 
- latte (in quantità sufficiente a bagnare il pane)
- la scorza del limone (anche dell'arancia)
-uovo
- cannela in rametto (facoltativa)
- zucchero
- cannela in polvere
- miele (facoltativo)
- olio d'oliva (per friggere)

Preparazione:

1º- Si taglia il pane a fette. Si potrebbe eventualmente fare anche con il pane per i sandwich, ma non sarebbe affatto la stessa cosa.

2º- In una pentola mettiamo a riscaldare il latte assieme alla scorza di limone o d arancia e alla cannella. Lasciamo che si sviluppi l'aroma.

3º- In una ciotola sbattiamo un uovo e lo mettiamo da parte. Prepariamo zucchero con cannella in polvere e lo mettiamo anche questo da parte.

4º- Mettiamo al fuoco una padella con un filo d'olio per friggere le nostre torrijas.

5º- Inzuppiamo le nostre fette di pane nel latte, stando attenti che non si rompano.Rimuoviamo il liquido in eccesso e poi le passiamo per l'uovo sbattuto e immediatamente le mettiamo nella padella per friggerle. Una volta fritte, le rimuoviamo e le mettiamo sulla carta assorbente da cucina e mettiamo sopra un po' di zucchero e di cannella. Ecco fatto!

Questa è la versione più tradizionale, le torrijas fritas. Si mette sopra un po' di zucchero e cannella, e eventualmente potete mettere anche un po' di miele, un liquore o un po' di gelato...decidetelo voi!

Un trucco che vi consiglio in particolar modo è quello di versare poco a poco con un cucchiaio il latte sopra il pane, affinchè si inzuppi a fondo. Mettetelo poi direttamente al frigo per poco tempo, in modo tale che resti duretto e non si rompa. In questo modo resterà ben più saporita, perchè quando si scongelerà friggendosi e il latte impregnerà la nostra torrija.


torrijas precedentemente congelate


in forno
Oggi inoltre vi presentiamo diverse forme di fare la stessa torrija, perchè a volte non ci va di mangiare fritto, anche se si tratta di un piatto tradizionale. Ecco perchè possiamo prepararle anche alla piastra o al forno, in modo tale che siano molto meno caloriche. Non abbiamo scuse per non mangiarci questo piatto tradizionale, parrebbe! ;) Ovviamente non verranno fuori saporite allo stesso modo, ma in questo caso vi raccomandiamo di aggiungere un po' di miele o di qualche liquore dolce, come ad esempio il Ronmiel de Arehucas, prodotto tipico canario!


torrijas in padella
               


                                    
 torrija alla piastra

                                   
 torrijas al forno
Infine, oltre alle torrijas di latte, esistono anche le torrijas fatte con il vino, e si ottengono nello stesso modo, solo cambiando il latte con il vino.

Le torrijas o altri dolci simili sono particolarmente diffuse in vari paesi del Sud America per via della immigrazione spagnola. In questi paesi vengono chiamate "torrejas" o anche "tostadas francesas". In altri paesi anglofoni invece vengono chiamate "french toast", anche se in generale con questo nome ci si riferisce a una versione fatta alla piastra.

Buona Pasqua a tutti!

 AnGie

viernes, 11 de abril de 2014

Patate ripiene delle Canarie


Oggi vi illustriamo una ricetta tipica famigliare, originaria delle Isole Canarie. Questa ricetta è comunque molto versatile e può essere adeguata ai gusti di chiunque. Non si tratta insomma delle solite patate ripiene, e in effetti non ho mai visto questo tipo di ricetta fuori dalle Canarie. Ci sono molte, moltissime ricette di patate ripiene, si possono fare fritte, impanate, fatte al forno o ancora gratinate, ma oggi vi mostro una maniera diversa di farle. Altri tipi di patate ripiene sono popolari in Paesi come Perù, Colombia o Cuba tra tutti, ma vi parleremo delle altre varianti in un altra occasione. Le Isole Canarie hanno una grande tradizione nel preparare delle ottime patate, come abbiamo ad esempio già visto con le papas arrugadas.



Le quantità di cui vi parlo sono per tre o quattro persone circa (e dal loro appetito eh eh!). Cambiate le quantità secondo i vostri commensali.
Ingredienti:

- Patate medie (dipende dai commensali, nel mio caso 1,300 kg)
Il pimentón e la curcuma
- bubangos piccoli o zucchine
- 200 g. di pomodoro
- 150 g. di peperone rosso
- Cipolle ( aprox. 200-250 g)
- 1/4 kg. di carne di vitello in pezzi
- 1/2 bicchiere di vino bianco
- 2 denti d'aglio
-  olio d'oliva
- 1 cucchiaio di pimenton dolce (un tipo di paprika spagnola)
- 1 pizzico di curcuma (come colorante naturale)
- 2 foglie di alloro
- timo al gusto (facoltativo)
- Sale al gusto
- 1/2 litro di acqua
- 2 cucchiai di farina (facoltativo)

Preparazione:

1º- Iniziamo preparando il ripieno delle nostre patate, e per far ciò utilizzeremo la metà degli ingredienti per il soffritto, dato che l'altra metà la utilizzeremo per la salsa dove cucineremo le nostre patate, ma questo lo vedremo dopo. In una padella mettiamo due cucchiai di olio, riscaldiamo e mettiamo la metà della cipolla, circa 100-150 grammi, sminuzzata in precedenza e un aglio anch'esso sminuzzato. Aggiungiamo sale fino per velocizzare la cottura. Quando la cipolla inizierà a soffriggere aggiungeremo il peperone rosso in pezzi. Soffriggiamo un altro po' e aggiungiamo per ultimo il nostro pomodoro pelato in pezzettoni (100 grammi circa). Aggiungiamo poi la carne al soffritto e un po' più di sale. Quando la carne sarà pronta, togliamo dal fuoco e mettiamo la padella dal fuoco.




 2º-  Mentre il nostro soffritto è al fuovo, possiamo preparare le patate. Io in questo caso ho utilizzato anche il bubango, che è una varietà canaria della zucchina, ma nello stesso identico modo potete anche riempire per esempio i peperoni. Peliamo e laviamo le patate. Con un cucchiaio alla parigina (o un cucchiaino piccolo) facciamo buchetti rotondi e svuotiamo un po' le patate, allo stesso modo di come lo faremmo con il bubango o le zucchine. Attenti a non rompere le patate oppure il nostro ripieno uscirà, non sarà necessario riempire eccessivbamente le patate.
Non gettare via quello che estrarrai! La zucchina in eccesso la potrai aggiungere al tuo ripieno, gli darà più sapore e con le patate potrai fare una buona tortilla, una frittata, friggerle, cuocerle...insomma, si può fare di tutto!



3º- Con l'aiuto di un cucchiaino riempiamo bene le patate o la verdura. Per chiudere il foro ed evitare che il nostro ripieno fuoriesca ci sono varie possibilità. Io ad esempio metto in una piccola ciotola 2 cucchiai di farina e aggiungo poco alla volta acqua, rigirando, finchè non ho ottenuto una specie di crema spessa. Alcuni aggiungono anche dell'uovo, ma in realtà non è necessario. Metto poi un po' di questa crema sopra al foro, tappandolo, e metto la patata in una padella con poco olio, con il foro tappato verso il basso affinchè si chiuda. Un altra opzione è quella di prendere i pezzettini di patata rimossi dall'interno e metterli sopra al buco affinchè si chiuda., ma in questo caso devi stare attento a non mettere le patate una sopra l'altra, altrimenti potrebbero aprirsi e il ripieno uscire.






4º- In una padella facciamo un altro soffritto, questa volta con la cipolla, con il peperone, e con il pomodoro rimasto. Una volta che tutto si sia soffritto per bene, possiamo anche triturare per bene il tutto se non vogliamo che si notino i pezzettoni di pomodoro. Aggiungeremo poi del vino, le erbe aromatiche (nel mio caso alloro e timo), e collochiamo le patate con il buco verso il basso. Aggiungiamo dell'acqua, se possibile senza che copra completamente le patate. Aggiungiamo del sale secondo il gusto e poi copriamo la padella, mettiamo il tutto a fuoco lento e lasciamo che il tutto si cuocia...blub blub blub! Questo passo durerà circa una mezzoretta, ma molto dipende dal tipo di patate che si utilizzerà, dato che alcune ci metteranno più e altre meno a cuocersi. Vigiliamo che le nostre patate non si brucino e per sapere se sono cotte punzecchiamole con una forchetta: se le patate risulteranno morbide, sono pronte. Se vediamo che comunque sono ancora dure e il sugo inizia a seccarsi potremo aggiungere dell'acqua. Provate il punto di sale, per potere correggervi prima di toglierle dal fuoco.




Il risultato finale della cottura


5º- E' pronto! A mangiare! Di solito io lo mangio come piatto unico, dato che abbiamo le verdure, le proteine e gli idrati. Accompagnalo con un ottimo vino e goditelo. A volte utilizzo un ripieno di sole verdure o di funghi champignon, oppure ancora un soffritto con tonno e olive, o ancora con pollo, o con carne in scatola...ce n'è per tutti i gusti! ;)
Spero che questo piatto vi sia piaciuto, adatto per tutta la famiglia e per tutte le stagioni dell'anno!



Buon appetito!

saludos

AnGie












martes, 8 de abril de 2014

Le gachas alla cordobese


Oggi vi portiamo una ricetta che ho visto a casa mia fin da quando ero una bimbetta. La mia nonna materna e tutta la sua famiglia erano di Cordoba, in Andalusia, e questo piatto è proprio tipico cordobese. La ricetta è stata tramandata di generazione in generazione fino ad arrivare prima a mia madre e poi a me, e adesso la condividerò con voi. A Cordoba le gachas sono un dolce molto conosciuto, ma non così tanto qui alle isole Canarie.

Si sa molto poco sull'originel delle gachas cordobesi, ma è abbastanza assodato che si tratti di un piatto con molti secoli di storia. Le gachas erano molto popolari nel medioevo, e ancora prima all'epoca dell'Al Andalus, l'era di dominazione araba in Spagna. Ma addirittura un piatto simile alle gachas era preparato persino in epoca romana, come possiamo vedere dal manoscritto dell'erudito e del gastronomo romano Marco Gavio Apicio, in cui si descrive una ricetta simile a questo dolce.

Le gachas si preparano con ingredienti assai semplici, e anche se sono tradizionali per il giorno dei Santi, il primo Novembre, nessuno può resistere a mangiarle in ogni altro giorno dell'anno.


Ingredienti:
  • 200 g. di farina (circa 8 cucchiai da zuppa)
  • 20 g. circa di matalauva (semi di anice)
  • 1/2 pelle di limone
  • 1 rametto di canella
  • 100 g. di zucchero ( al gusto)
  • Pane
  • Olio per friggere il pane ( 150 g. circa)
  • 1 pizzico di sale
  • latte (ho usato circa un litro e mezzo)
  • Polvere di cannella per decorare
Il pane fritto
Preparazione:

1º- Tagliamo in cubetti il pane e lo soffriggiamo un po' in olio, stando attenti a non lasciarlo bruciare. Togliamo dal fuoco il pane e lo mettiamo da parte.

2º- Mettiamo al fuoco un una pentola e versiamo dentro un paio di cucchiaiate d'olio. Quando l'olio inizierà ad essere caldo, mettereremo i semi di anice e toglieremo immediatamente la pentola dal fuoco, perchè se lo lasceremo al fuoco il sapore sarà molto amaro.
 
3º- Mettiamo di nuovo la pentola al fuoco e aggiungiamo un bicchiere di latte. Il latte può essere sia tiepido che freddo, io ad esempio preferisco mettere all'inizio il latte freddo e poi il latte tiepido per impedire che si formino i grumi...fate voi!
Latte, limone, cannella, olio e semi di anice.
4º- A fuoco basso, mettiamo la farina, la cannella in rametti e il sale e lasciamo che si incorporino per bene. Rigiriamo energicamente finchè non vedremo che la farina si sarà disciolta completamente nel latte. Aggiungeremo poco a poco un po' di latte, aspettando che si raddensi prima di versarne dell'altro, allo stesso modo di una besciamella. Dobbiamo rigirare in continuazione, per evitare che si creino i grumi. Ci vorranno circa 20 minuti prima di poter vedere ben cotta la nostra farina e avere quindi un sapore pieno.

5º- Quando avremo messo tutto il latte, vedremo che il liquido prenderà sempre più corpo, a questo punto aggiungeremo lo zucchero secondo la quantità desiderata e continueremo a rigirare. Proveremo lo zucchero per essere sicuri di non averne messo nè troppo nè troppo poco, secondo quello che desideriamo.
6º- Aggiungiamo il pane fritto che avevamo messo da parte. Rigiriamo e spegnamo il fuoco. A questo punto potrete provarle, e vedrete che le vostre gachas non avranno alcun sapore di farina cruda ma anzi, un delizioso sapore morbido al palato.
7º- Servire in una unica pentola oppure in porzioni individuali. Decoratela con la polvere di cannella e lasciate raffreddare il tutto prima di servire. A me comunque piacciono particolarmente quando sono ancora tiepide!



le gachas si realizzano anche con acqua al posto del latte, ma noi a casa abbiamo usato la versione di cui vi ho parlato sopra. In altre parti della Spagna, la parola "gacha" si usa anche per alcuni piatti salati.

In molte versioni si dice di aggiungere la pelle del limone all'inizio, assieme all'olio, e la tolgono poi quando si è fritta un po'. Io invece di solito la cuocio insieme al latte, lentamente, per estrarre gradualmente tutto l'aroma del limone. Inoltre mi piace anche mettere il pane dentro alla gacha, e non sopra in maniera decorativa come molti fanno, ma alla fine è questione di gusti! ;)

Spero che decidiate di provarlo e che vi piaccia!

Un saluto

AnGie

domingo, 16 de marzo de 2014

Le Papas Arrugadas

Le patate nere yema de huevo rugose con mojo di coriandolo

Oggi vi parleremo di una ricetta tipica delle Isole Canarie, dove esiste una varietà davvero impressionante di patate (o "papas", come si chiamano alle Canarie). Uno di noi due redattori del blog è originario dell'isola di Tenerife, dove da secoli si coltivano moltissime tipologie di patate, tra cui molte uniche al mondo.

Le patate furono portate qui alle isole Canarie dall'America, più precisamente dal Perù, dove si coltivano da oltre 7000 anni. I conquistadores spagnoli pensavano di introdurre questa strana pianta più come una curiosità botanica che come un alimento. Le Canarie erano lungo la rotta che collegava il Vecchio e il Nuovo Mondo, e per questo motivo che le patate arrivarono prima alle Canarie che al resto d'Europa. Grazie al clima particolarmente mite le coltivazioni si estesero dando luogo a una notevolissima varietà. Di fatto, alcuni tipi di patate esistono solamente a Tenerife e sulle Ande. Uno di questi tipi di patate, definite "patate antiche", è la Papa Negra, della quale vi parleremo oggi.


un sacco di Papas negras de yema de huevo
La papa negra è una delle varietà di patate più apprezzate oggi. Esistono varie sottocategorie della papa negra, ma oggi vi parleremo della papa negra yema de huevo, ossia della papa negra giallo d'uovo. Questo tipo di patata si caratterizza per le ridottissime dimensioni (anche se ne esistono di più grandicelle) e per un colore scuro opaco diffuso sulla sua buccia, con piccoli buchetti violacei.
Ma la sua autentica peculiarità è il suo interno giallissimo, tanto da ricordare il giallo d'uovo, da cui il suo nome.

Oggi, con la moda della cucina moderna e creativa, questa patata sta vivendo una rinascita, o per lo meno una riscoperta, per mano di grandi cuochi che le danno un tocco gourmet. Addirittura la si definisce "il tartufo nero delle Canarie". Ma nelle Isole questo prodotto d'eccellenza si consuma da moltissimi secoli nella cucina più tradizionale e verace, come dimostra la nostra ricetta delle Patate Ripiene allo stile Canario. Si utilizza in numerosissimi piatti, ma la sua qualità permette che siamo mangiate senza accompagnamento, lasciandole essere la protagonista assoluta della vostra tavola. Spesso si utilizzano con i famosi mojos canarios, delle salse di cui parleremo più estesamente in un altro articolo (anche qui la varietà può essere infinita).Esistono piatti moderni in cui si utilizzano in diversi modi la papa negra, ma la maniera più tradizionale e più storica di consumarle è senza dubbio quella nota come papas arrugadas, "patate rugose".

Un antico coltivatore di patate delle Isole Canarie


Ovviamente per fare le papas arrugadas non dobbiamo utilizzare necessariamente le papas negras, né alcun altro tipo in concreto, ma oggi desideriamo illustrarvi un esempio affinchè possiate iniziare a conoscere e scoprire un po' il vasto mondo delle patate delle Isole Canarie. Quello che sì è importante è che scegliate delle patate il più possibile piccole o comunque di dimensione ridotta. E' indicato scegliere delle patate di qualità elevata, dato che la peculiarità di questa ricetta sta nel fatto che le patate si mangiano direttamente con la buccia corrugata.

Esistono mille varietà di questa ricetta, come accade per ogni altra ricetta tradizionale, e ogni casa ha la sua versione, per cui tenete presente che noi vi parleremo di come la facciamo noi. In questo caso non è necessario essere innovativi, avremo bisogno semplicemente di sale marino, acqua e ovviamente le patate!

Ingredienti:
  • Patate
  • Sale Marino
  • Acqua
Ingredienti basici
Chiunque viva alle Isole Canarie vi dirà che gli ingredienti delle papas arrugadas sono a occhio, non ho mai visto nessuno pesare la quantità di sale da mettere nella pentola, mentre la quantità di patate dipende da quanti saranno i nostri commensali, pertanto vi fornirò solamente delle quantità approssimate.
Per ogni chilo di patate useremo circa 250 grammi di sale. Non abbiate paura a gettare in pentola troppo sale, dato che le patate assorbiranno solamente la quantità di sale di cui avranno bisogno, e il resto resterà sulla pelle o in pentola.
In alcuni posti si utilizzava addirittura l'acqua marina, e si facevano le papas arrugadas utilizzando solamente il sale contenuto nell'acqua, e talvolta si continua anche oggi a fare così. Una tradizione che invece si è persa è quella di conservare l'acqua utilizzata per cuocere le patate per la seguente occasione in cui si sarebbero preparate delle papas arrugadas, di modo che non era necessario aggiungere sale, dato che l'acqua la conteneva già.

Procedimento:

Mettiamo le patate ben lavate e con la buccia in una pentola. Ricordate che le papas arrugadas si mangiano con la pelle, pertanto assicuratevi di aver ben ripulito le patate. Mettiamo acqua nella pentola senza che si arrivi a coprire del tutto le patate e aggiungiamo il sale.

le patate semicoperte d'acqua
le patate e il sale
Mettiamo a cuocere il contenuto della pentola a fuoco alto, finchè vedremo bollire l'acqua. In seguito, utilizzeremo una forchetta per vedere se le patate saranno cotte. Attenzione con questo passaggio, non punzecchiate troppo le vostre patate, oppure l'acqua salata entrerà nelle vostre papas negras e potrebbero dunque risultare troppo saporite. Non è possibile definire il tempo esatto di cottura, dato che dipende notevolmente dal tipo di patata utilizzato. Nell'esempio di oggi, la papa negra yema de huevo, la dimensione estremamente ridotta rende la cottura decisamente rapida e le vostre patate saranno pronte entro 5 o 10 minuti dal momento in cui l'acqua inizierà a bollire. Calcolate che se le vostre patate saranno pìù grandi, sarà oppurtuno che cuociano più tempo, e vedremo come l'acqua inizierà a ridursi. Questo è normale e per giunta aiuta le patate a prendere un buon sapore.

Una volta che le patate risulteranno morbide alla nostra forchetta, toglieremo l'acqua dalla pentola, lasciando all'interno le patate, dal momento che adesso viene il passo che rende il tutto magico. Torniamo infatti a mettere la pentola con le patate sul fuoco e le lasciamo seccare per bene e divengano rugose. Muoviamo un po' la pentola per evitare che le papas negras si brucino, mentre osserveremo crearsi una sorta di pellicola bianca sulla buccia: si tratta del sale contenuto nell'acqua di cui la buccia della patata era ricoperta. Questo passaggio è molto rapido: avremo bisogno solo di pochi minuti. Quando vediamo le patate ben rugose e bianche di sale, toglieremo la pentola dal fuoco e...a mangiare! Le papas arrugadas si mangiano ben calde, dato che è così che hanno più sapore. Provatele sole, con salse, con mojos canarios, con pesce o con carni...godetevi la ricetta!


pronte per addentarle!



Un salutone!

Angie