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jueves, 10 de septiembre de 2015

La Panzanella, storia e ricetta

Niente panico! Ancora siamo in estate, almeno ufficialmente, e anche se per molti le insalte sono una esclusiva dell'estate noi le adoriamo durante tutto l'anno, anche se quella che condividiamo con voi oggi è particolarmente indicata per la calura estiva: stiamo parlando della Panzanella toscana!




La panzanella è una insalata tipica Toscana, è una insalata decisamente versatile, e come ogni ricetta tradizionale, ogni famiglia ne detiene l'autentica ricetta, ognuna diversa dall'altra. In realtà ci sono tre ingredienti essenziali che non possono mai mancare in questa insalata così gustosa: il Pane duro toscano, pomodori maturi e basilico.


Nelle diverse panzanelle che si vedono nelle ricette tradizionali delle famiglie toscane è comunque abbastanza frequente trovare altri ingredienti comunque non essenziali come ad esempio il cetriolo, i capperi, il tonno, la cipolla e un lungo elenco di eccetera...


Si può affermare che è una insalata che, partendo dagli ingredienti basici, si può arricchire con quello che puoi trovare nella dispensa o nel frigo.

Ad esempio, noi di solito mettiamo un sacco di mozzarella di bufala, noi siamo superfan della mozzarella e la mettiamo in ogni ricetta, dovunque! Soprattutto nelle insalate! 
E ovviamente in questo la panzanella non può costituire una eccezione...
Cosa credete, che la sola insalata che va benissimo con la mozzarella è la Caprese? Beh vi sbagliavate! 

Come curiosità vi possiamo raccontare che questo piatto, anche se oggi è un primo piatto, un antipasto o qualcosa perfetto per la "schiscetta", come la chiamiamo a Milano (cibo da portarsi dietro per un picnic o una gita fuoriporta), in realtà in origine in alcune zone della Toscana era utilizzato come colazione estiva. Di solito in inverno era sostituita da dell'ottima polenta. Insomma, delle colazioni da campioni per gli adulti che dovevano uscire all'alba di casa per andare a lavorare duramente i meravigliosi campi toscani.


Se sei un curiosone e vuoi sapere per filo e per segno tutti i dettagli della storia della Panzanella, continua a leggere qui sotto, sennò scendi direttamente alla voce "ricetta"! :)


Storia: 

La panzanella è all'origine un piatto povero dal sapore delizioso, una semplice insalata di olio e pane. Evidente è la sua somiglianza con altre zuppe di pane toscane e mediterranee, sia calde che fredde, come ad esempio la zuppa "Ribollita", fatta con il cavolo nero toscano, oppure con la mitica "Pappa al pomodoro" toscana, un piatto assai simile al "Salmorejo cordobés".


La storia della panzanella è abbastanza antica, anche se può sembrare un piatto tutto sommato semplice, in realtà ha parecchi secoli alle spalle. Basti pensare che già Giovanni Boccaccio, uno dei maggiori narratori italiani ed europei del XIV secolo (l'autore del Decameron, opera che ispirò forse i "Racconti di Canterbury" di Geoffrey Chaucer) ne parlava già settecento anni fa proprio nel suo Decameron come "pan lavato", ossia pane bagnato (Decameron, VII novella, VIII giornata).
Ma i riferimenti illustri della panzanella non finiscono certo qui, anche un grande pittore fiorentino del 1500 ne parla, uno dei principali esponenti della corrente del Manierismo: Agnolo Bronzino.
L'artista, le cui opere estremamente eleganti e raffinate incantarono la corte Medicea, era anche un discreto poeta, e dedicava alla panzanella alcuni versi pieni d'amore:


"chi vuol trapassar sopra le stelle di melodia v’aggiunga olio e aceto en’tinga il pane e mangi a crepapelle. Una insalata di cipolla trita colla porcellana e cetriuoli vince ogni altro piacer di questa vita, considerate un po’ s’aggiungessi bassilico e ruchetta."

Quello che si nota nella ricetta di Agnolo Bronzino è l'assenza del pomodoro, che sarebbe arrivato in Europa nei secoli seguenti, solo dopo la scoperta dell'America.

Il nome "panzanella" parrebbe derivato dalle parole "pane" e "zanella", derivato da "zana", da zuppiera, oppure anche dalla parola "panzana", a sua volta derivato da "panicciana", che significa qualcosa di incosistente e di molle, da cui anche il significato di "panzana" come qualcosa di falso, una bugia, una "balla".

Da notare l'assenza di pomodori nella ricetta poetica scritta dal Bronzino, questo è ovviamente dovuto al fatto che i pomodori arriveranno in Europa solamente un secolo abbondante oltre la scoperta dell'America, mentre Bronzino visse nel corso del 1500. Ringraziamo il Cielo per averci fatto nascere e vivere nell'epoca dei pomodori, non sappiamo cosa ne sarebbe stato di noi, senza! :)





Ricetta: (per circa 5 persone)


- 300 o 400 grammi circa di pane duro di tipo toscano

- 4 o 5 pomodori ben maturi
- 1 cipolla (per noi va bene una cipolla rossa)
- 2 mozzarella
- Basilico
- Sale
- Olio extravergine di oliva
- Aceto di vino bianco


Preparazione:


1- Tagliare il pane, il pane dev'essere ben raffermo, non gommoso o del giorno prima, abbiamo bisogno di un pane ben secco. Lo mettiamo in un bowl con dell'acqua, non abbiamo bisogno che l'acqua copra completamente il pane, semplicemente lo lasceremo idratarsi poco a poco per qualche minuto.


hidratando pan
Pane secco inzuppato d'acqua


2- mentre stiamo idratando il pane, tagliamo tutti gli alti ingredienti. Nel caso della cipolla, molti la mettono in dell'acqua fredda, affinchè perda piccantezza pur mantenendosi solida, ma a noi piace che mantenga quella tipica piccantezza delle cipolle rosse, anche se preferisci puoi usare le cipolle bianche o quelle dorate...insomma il tipo che preferisci. Taglia anche a pezzi il pomodoro e la mozzarella.




3- Secca il pane e sminuzzalo con le mani, mettendo tutto nella ciotola. Se sminuzziamo anche la mozzarella e il basilico con le mani vedrete che avrà tutto un altro sapore. Si sa: in cucina è meglio usare le mani, non c'è nessun utensile perfetto tanto quanto le nostre mani! Aggiungete il sale secondo il vostro gusto e condite con olio extravergine d'oliva e aceto (possibilmente non aceto di vino rosso, che macchia il pane). Ecco fatto, godetevi pure la vostra meravigliosa Panzanella!





E' una insalata perfetta per i picnic, per utilizzarla come contorno per qualche piatto a base di proteine, o anche per metterla in un tupperware e portarsela nella gita fuori porta o in spiaggia. E, come dicevamo, si può mangiare durante tutto l'anno e non solo d'estate, dato che può essere molto semplice, completa e anche veloce da fare anche quando abbiamo già ripreso la nostra routine lavorativa autunnale.


  
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jueves, 23 de abril de 2015

Risotto alla sidra e mele

Risotto de manzanas a la sidra. Uniendo lo mejor de cada país



Oggi vi portiamo un risotto delizioso, con un sapore molto delicato e diverso dal solito, una specie di ricetta fusion italo-spagnola, mescolando il risotto e le mele italiane con la buonissima Sidra Asturiana.


La mela è un frutto straordinario e antichissimo, di cui si conoscono numerosissime varietà, circa 7000, una più buona dell'altra! Si ritiene che la mela così come noi la conosciamo sia nata nell'Asia centrale nel periodo Neolitico, per poi seguire da vicino l'evoluzione delle culture umane. Si potrebbe dunque dire che la mela è un po' la migliore amica dell'Uomo! :)

Purtroppo oggi di questa varietà pressocchè infinita si trovano nei supermercati di tutto il mondo non più di sei-otto varietà, che coprono oltre il 90% del mercato totale. E' un peccato ad esempio che una delle nostre mele preferite, la deliziosa Melannurca, originaria della regione della Campania, decisamente dolce e perfetta per i dolci, non sia facile da trovare fuori dallo Stivale. Peccato! Lanciamo un appello affinchè sia fatta conoscere anche all'estero, non credo che non trovi i suoi estimatori anche fuori dal nostro Paese! :)





Con la mela si fanno straordinarie bevande, nella regione alpina ad esempio il succo di mela o apfelsaft è qualcosa di davvero irresistibile, ma con questo prodotto si ottengono anche deliziose bevande frizzanti, come ad esempio la sidra. La sidra è una bevanda leggermente alcoolica, tra i 3 e gli 8 gradi, che è estremamente popolare nelle aree di costa Atlantica, come ad esempio in Spagna, Francia, Germania, Belgio, Inghilterra ed Irlanda, pur con varietà di consistenza e sapore.


Dai tempi antichi la mela veniva utilizzata per ottenere delle deliziose bevande, anche a leggera gradazione alcoolica, Si conosce ad esempio la produzione di bevande simili alla sidra nell'antico Egitto, nella cultura greca e ancora in quella romana. Già nell'alto medioevo la sidra era estremamente popolare in tutta la cordigliera Cantabrica, ed abbiamo fonti che parlano di coltivazione di mele in zona già nel VIII secolo, durante i Regni delle Asturie.Nell'epoca Carolingia, nel IX secolo, sotto Carlomagno, abbiamo la prima fonte ufficiale che parla esplicitamente di sidra così come la intendiamo noi all'interno di documenti commerciali.




Facendo un balzo avanti nel tempo, nel XIX secolo, le regioni spagnole che si specializzano nella produzione di Sidra sono soprattutto le Asturie e Guipuzcoa- Paesi Baschi. Si arriva poi al giorno d'oggi, in cui la sidra è la bevanda più tradizionale d'Asturia e viene bevuta gioiosamente nelle occasioni di festa in tutta la Spagna, come ad esempio a Natale e Capodanno. A partire dal 12 novembre 2002 l'originale Sidra Asturiana è protetta da un marchio di Denominazione di Origine Protetta (D.O.P.). Oggi inoltre la Sidra è anche un forte richiamo turistico, ad esempio in Asturia esiste una regione nota come "Mancomunidad de la Sidra" che offre al visitatore numerosi punti di interesse per scoprire tutti i segreti di questo meraviglioso e freschissimo prodotto frizzante!


Con le mele si può fare davvero di tutto! Dolci, bevande, creme, gelati, ecc ecc...e anche se di solito le mele si usano per piatti dolci, credetemi che l'elenco di ricette che usano le mele in piatti salati e primi piatti è davvero molto lungo. Come ad esempio la ricetta di cui vi parleremo oggi!






Ingredienti:

- Riso Carnaroli o Arborio 
- 1 litro di brodo di verdure
- 1 cipolla 
- 1 o 2  mele (al gusto)
- 1 noce di burro 
- Formaggio Parmigiano Reggiano 
- 1 bicchiere abbondante di Sidra 
- 2 cucchiaiate grandi di olio di oliva
- un pizzico di sale

Preparazione: 

La preparazione di questo risotto è analoga a qualunque altra preparazione di risotto, ad esempio puoi vedere quali passi abbiamo seguito nella ricetta del "risotto allo zafferano", ma in questo caso sostituiamo il vino che si usa per sfumare il riso con la Sidra!

1- Mettiamo una pentola a fuoco medio con un po' d'olio e un po' di cipolla tagliata a cubetti, alla Brunoise, e la lasciamo durare al fuoco per un po'. In seguito prendiamo il riso e lo mettiamo nella pentola, lasciandolo tostare per un po'. Questo passo, come abbiamo già sottolineato in altre occasioni, è davvero determinante per la buona riuscita del risotto. Ok, adesso arriva il cambio: a questo punto, dovremmo versare un po' di vino nel risotto tradizionale, ma qui invece versioamo un po' di Sidra. Rigiriamo il tutto finchè la Sidra non sarà completamente evaporata.

Nota bene: Abbiamo già spiegato come calcolare la quantità di riso da utilizzare a seconda degli invitati. Esiste un modo tradizionale molto molto efficace che mi hanno insegnato le madri e le nonne che preparano risotto da sempre: loro dicono "Un pugnetto per ognuno e uno in più per la padella" hehehe!
Ovviamente dipende dalla dimensione delle mani di cui stiamo parlando, nel mio caso infatti devo usare due pugnetti di riso a testa, dato che ho le mani piccoline. Questo modo, dicevamo, è molto affidabile, non vi avanzerà neppure un chicco, ma noi cerchiamo sempre di fare un po' di risotto in più per poterlo riutilizzare in varie gustosissime ricette, come ad esempio i supplì, le crocchè ecc ecc...insomma, per avere un po' di avanzi da riutilizzare...prova anche tu e poi ci racconterai!


2- Adesso poco a poco aggiungeremo il nostro brodo di verdure caldo e gireremo e gireremo con il mestolo in mano, in modo che il nostro riso rilasci l'amido che ne costituisce la parte cremosa. Aggiungeremo una cucchiaiata di brodo per volta e aspetteremo che il liquido sia assorbito per aggiungere un'altra cucchiaiata. Continueremo questo procedimento per circa 18 minuti. A metà della cottura, aggiungeremo le nostre mele tagliate a pezzetti della forma che preferiamo.

3- Quando il nostro risotto avrà raggiunto il punto di cottura, cioè dopo circa 18 minuti, spegnamo il fuoco e aggiungiamo una noce di burro ed il Parmigiano grattugiato, e diamo una mescolata energica al tutto. Questo passo è noto come "mantecatura". Ecco fatto!

Servire appena fatto.


Buon appetito! 

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martes, 10 de marzo de 2015

La torta di noci dell'Engadina


La torta di cui vi parleremo oggi è un dolce che giunge direttamente dal cuore dell'Europa, da una regione svizzera che si chiama Valle Engadina, nel Canton Grigioni. Engadina letteralmente vuol dire "Giardino dell'Inn" in Romancio, la lingua locale, per via del fiume Inn che scorre proprio in queste lande. Probabilmente conoscerete la città più famosa dell'Engadina, St. Moritz, una delle capitali dello sci continentale. 



Si tratta di luoghi molto suggestivi, possiamo citare ad esempio il massiccio del Bernina e il suo famoso Trenino Rosso, oggi divenuto patrimonio mondiale dell'Unesco. Amiamo molto il trenino rosso del Bernina e quando possiamo andiamo a farci un giretto per quelle deliziose valli a metà strada tra la Svizzera e l'Italia. 

Il Trenino Rosso del Bernina, immagine trovata su Pinterest
La bellezza del posto ha affascinato innumerevoli poeti ed artisti. Tra tutti, uno ci è particolarmente caro: si tratta del grande pittore trentino Giovanni Segantini. Abbiamo avuto modo di vederne recentemente la più grande retrospettiva in una mostra a Palazzo Reale, a Milano, città da lui frequentata in gioventù, e la sua superba arte ci ha conquistato: è davvero uno dei più grandi pittori del XIX secolo europeo, per qualche motivo meno conosciuto di pittori suoi pari per arte come Van Gogh o Cezanne. 

Probabilmente prima o poi a Hollywood faranno un film sulla sua romanzesca vita di fuggiasco e ribelle, e allora diventerà famoso come merita. Ma noi lo apprezziamo già da adesso, meglio così no? Giovanni Segantini dopo una serie di peregrinazioni per il nord Italia finì nella Svizzera meridionale, le Alpi erano la sua ossessione, la sua passione, la sua idea fissa, e non poteva viverne lontano. Morì tragicamente a soli 41 anni mentre stava cercando di dipingere sul monte Schafberg, sopra a Pontresina, stroncato da una peritonite. La sua opera più importante e sconvolgente, il Trittico delle Alpi, si trova esposta nel Segantini Museum di St. Moritz, la più vasta raccolta di opere del pittore italiano. 



Ma mettiamo da parte i pennelli e torniamo a parlare di torte. La torta Engadina, o "tuorta de nush engiadinaisa", come viene chiamata in Romancio, è una deliziosa torta a base di noci. Si tratta di una ricetta antica, la cui prima versione era probabilmente un dolce ricco di burro noto come "fuatscha grassa". Tra il XV e il XIX secolo ci fu una vera e propria diaspora dei rinomati pasticceri Engadinesi in tutta Europa. Alcuni emigrarono a Venezia, ottenendo grande successo, altri a Tolosa, in Francia, altri in nord Italia. E`stato sicuramente in uno di queste migrazioni che la "fuatscha grassa" ha incontrato le noci, poco presenti nel clima rigido dell'Engadina. E' dunque un dolce svizzero tipico ma, per così dire, di ritorno, riportato in patria dai cuochi che sono tornati in Engadina. 

Si tratta di un dolce perfetto per essere conservato a lungo, anche per mesi o addirittura per anni. Anticamente si può supporre che veniva realizzato in grandi quantità per poi essere conservato a lungo. In tempi moderni, la prima torta Engadina propriamente detta fu realizzata da Fausto Pult nel 1926 a Samedan, proprio sotto al Pizzo Bernina tanto caro a Segantini. Nel 1934 Fausto Pult presentò per la prima volta la torta alle noci engadinese alla Fiera Campionaria di Basilea, e da allora divenne sempre più popolare, fino a diventare oggi un immancabile souvenir per i turisti. Possiamo trovare una vastissima varietà di torte dell'Engadina ad esempio nella pasticceria "Hanselmann e Hauser" di St. Moriz. Ma passiamo alla ricetta!




Ingredienti: (Per una torta di 22-24 cm di diametro)

Per la pasta frolla:

- 275 g. di farina
- 175 g. di burro (freddo)
- 75 g. di zucchero
- 1 uovo
- un pizzico di sale (1/4 tsp)

Per il ripieno: 

-150 g. di zucchero
- 4 cucchiai di acqua
- 130 g. di noci
- 25 g. di mandorle laminate
- 200 ml. di panna
- 1 cucchiaio di miele



Preparazione:

1- Iniziamo preparando la pastafrolla, non può essere più facile! Devi solamente mettere tutti gli ingredienti assieme in una ciotola e mescolare bene il tutto. Assicurati che il burro sia freddo e tagliala a cubetti, in modo che sia più facile integrarla nella nostra massa. Se vedi che la massa è troppo farinosa e non riesci a renderla omogenea, puoi aggiungere un paio di cucchiai d'acqua, e vedrai che la massa sarà molto omogenea. Fai una palla, coprila con un po' di pellicola alimentare e lasciala nel frigo mentre penserai al ripieno.

2- Adesso andiamo avanti con il ripieno: in una pentola mettiamo l'acqua e lo zucchero, a fioco lento e senza rigirare finchè non bollirà, allora abbassiamo il fuoco e lo lasciamo andare finchè non assumerà un colore dorato o marrone chiaro, e giunti a questo fuoco toglieremo il pentolino dal fuoco.

3- Mettiamo le noci spezzettate, le mandorle, e aggiungiamo anche un po' di panna al pentolino e torniamo a mettere il pentolino al fuoco. In pochi minuti avremo un composto liquido. Aggiungiamo dunque il miele, rigiriamo per bene il tutto e lo togliamo dal fuoco. Adesso dovremo far raffreddare per bene il nostro ripieno.


4- Prepariamo la forma della nostra torta. Per fare ciò dovremo spalmare la forma con burro, meglio se è una forma metallica. Stenderemo la pasta frolla con l'aiuto di un mattarello (avremo bisogno di circa un po' più della metà della nostra pasta frolla, dato che avremo bisogno dopo di un po' di frolla per coprire la nostra torta). La frolla stesa sulla forma dovrà avere uno spessore di circa 2 cm. Devono essere coperti anche i bordi della forma. Ora mettiamo il ripieno nella nostra forma, ma attenzione! Il ripieno dev'essere freddo! Livelleremo il tutto con attenzione e copriremo tutto con la pasta frolla avanzata. Per chiudere i bordi poi ci aiuteremo con una forchetta, per creare il bordo tipico di questa torta. Alla fine punzecchieremo la superficie della torta con la forchetta affinchè durante la cottura la frolla superiore non si rompa.


5- Mettiamo la nostra torta in un forno preriscaldato a 180ºC  durante 55 minuti circa. Lasceremo che si raffreddi in una gratella per dolci e...tutti a tavola! E' pronto!



Questa torta si conserva per un sacco di tempo, può restare perfettamente due settimane in frigo coperta con pellicola per alimenti.




Buon appetito!
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miércoles, 11 de febrero de 2015

Gli Ovis Mollis: i tuoi prossimi biscotti preferiti!


Ovis Mollis! Sembra quasi una formula magica da Harry Potter, Wingardium Leviosa!  Ovis Mollis!
La magia, forse, c'entra eccome, ma è una magia gastronomica, e non occorrono bacchette magiche ma solo voglia di fare un dolce tra i più buoni che possiate mangiare con pochi semplici passi.
Gli Ovis Mollis sono un dolce tipico dell'Italia nord occidentale (soprattutto Piemonte e Lombardia) e sono a base di una versione leggermente modificata della pastafrolla.

La pastafrolla è una preparazione base per i dolci italiani, una versione molto più farinosa e deliziosamente instabile della sua cugina massa brisa. Il nome lo dice già tutto, è una massa estremamente friabile che si utilizza in ogni campo della pasticceria, dalle crostate ai biscotti, dalle torte ai pasticcini.

La storia della pastafrolla è difficile da ricostruire, anche se sappiamo che una prima notizia dell'utilizzo di tale preparazione la troviamo all'indomani dell'anno Mille a Venezia, la porta d'oriente.
Sappiamo che attraverso la Serenissima giungevano nel Vecchio Continente alcuni indispensabili ingredienti, come ad esempio la canna da zucchero, importata dall'Egitto e dalla Siria.
In seguito venne perfezionata e giunse all'attuale consistenza attorno al 1600, con la nascita della grande pasticceria, più o meno negli stessi anni in cui i cugini d'Oltralpe creavano la pasta brisa.

L'Ovis Mollis, come dicevamo, è un tipo di pastafrolla, la cui particolarità sta nell'utilizzo delle uova sode e della fecola di patate. Forse la loro origine è legata a dei biscotti friabilissimi piemontesi, le Margheritine di Stresa, che nacquero pochi anni prima dell'Unità d'Italia, nel 1857, nella amena località omonima sul Lago Maggiore. La storia è presto detta: la futura regina Margherita di Savoia (a cui peraltro è dedicata la famosa pizza) ancora bambina era solita soggiornare d'estate nella Villa Ducale di Stresa, cittadina in cui operava un pasticcere, Pietro Antonio Bolongaro, impegnato a realizzare una ricetta per dei biscotti leggerissimi e friabilissimi. Tali dolci vennero offerti dal pasticcere in occasione della prima comunione della futura regina, e questi biscottini piacquero così tanto a Margherita che non vi rinunciò mai più, neppure una volta divenuta regina. Addirittura, la Margherita di Savoia stabilì che le Margheritine di Stresa, come vennero ribattezzate, sarebbero state offerte ogni anno in occasione del Ricevimento di Ferragosto della Casa Reale. Il figlio del pasticcere Bolongaro, una volta ereditato il laboratorio pensò di rendere disponibili a tutti questi semplicissimi ed ineguagliabili pasticcini, ed ancora oggi le Margheritine di Stresa sono un prodotto molto amato e tipico della zona occidentale del Lago Maggiore.


Il Lago Maggiore visto dall'Isolabella
Gli Ovis Mollis ci sembrano notevolmente ispirati alle Margheritine di Stresa, e le due ricette sono decisamente simili, se non fosse per la minore quantità di tuorli sodi nelle Margheritine rispetto alla ricetta degli Ovis Mollis. Purtroppo per quanto riguarda gli Ovis, non abbiamo da offrirvi un aneddoto, una storia o un anno esatto di nascita, ma sappiamo che li possiamo ritrovare con il loro nome per la prima volta nel libro di ricette di Giuseppe Ciocca dall'eloquente titolo "Il pasticciere ed il confettiere moderno", edito da Hoepli nel 1907. Ciocca era un poliedrico cuoco (e perfino un artista!) nato nel 1867 a Treviglio, deliziosa cittadina che si trova tra Milano e Bergamo.
Va detto che la forma che viene scelta dal Ciocca per la sua ricetta degli Ovis Mollis è diversa da quella che possiamo vedere oggi nelle pasticcerie: si tratta infatti di anelli schiacciati e non di biscottini a forma di sfera. Sull'origine del nome invece il mistero è fitto: in latino infatti può significare uova molli, nel senso che la morbidezza dei biscottini dipende in gran parte dalle uova sode. Ma Ovis può significare anche ovino, pecora, suggerendo forse un significato di un dolcetto soffice come la lana.

La versione che vi proponiamo nella nostra ricetta è quella forse più diffusa degli Ovis Mollis, spesso denominata nelle pasticcerie come "Occhio di bue": delle sfere leggermente schiacciate con al centro una sorta di "pupilla" data da marmellate o deliziose creme.






Ricetta: 

Ingredienti:


200 g. di burro senza sale

200 g. di farina
100 g. di zucchero a velo
100 g. di fecola di patate
5 tuorli d'uovo bolliti
1 cucchiaio di estratto di vaniglia (o una bustina di Vanillina)
un pizzico di sale
marmellate secondo il vostro gusto per la guarnizione

Preparazione:

1- Bolliamo le uova. Una volta fatto separiamo i tuorli e li mettiamo da parte.




2- In una ciotola, mettiamo tutti gli ingredienti, cioè la farina, i tuorli setacciati, la fecola di patate, il burro freddo tagliato a dadini, lo zucchero ed un pizzico di sale. Ammassiamo il tutto con le mani fino ad ottenere un impasto omogeneo. Ricopriamo la massa con un po' di pellicola alimentare e lo mettiamo in frigo per circa un paio d'ore.







3- Tagliamo adesso la massa e faremo delle palline di circa tre centimetri di diametro. Le metteremo in una teglia ricoperta da carta forno e schiacceremo dolcemente il centro delle palline con il pollice, creando una concavità dove verseremo il nostro ripieno.








4- Preriscaldiamo il forno a 180ºC. Questi biscottini si possono guarnire sia prima di essere cotti in forno che dopo, se preferite. Noi di solito le decoriamo con delle coloratissime marmellate ai differenti sapori prima di metterle in forno, e in questo caso abbiamo scelto una marmellata ai frutti rossi ed al gusto lemon curd! Gnamm!





5- Cuocere all'incirca per 12 o 15 minuti. Non lasciate che la superficie si dori molto, lasciatela piuttosto bianchina, altrimenti si potrebbe rompere con facilità davvero esagerata anche per un Ovis Mollis!





Mi raccomando, provate questa facilissima ed irresistibile ricetta, la formula magica degli Ovis Mollis lascerà tutti quanti incantati!
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jueves, 6 de noviembre de 2014

Ciambelle ripiene di frutta candita



rosquetes rellenos de fruta o pasas



Vi va qualcosa di dolce, di rapido e di facile per una bella merenda in questi pomeriggi d'autunno? Mestti l'acqua al fuoco per fare un tè allora, che noi ci mettiamo i rosquetes! 

Rosquetes, rosquillas, frittelle tonde, ciambelle...in ogni posto si chiamano in una maniera diversa, ma tutte hanno in comune il sapore straordinario. Di solito sono molto diffusi in molti periodi festivi dell'anno (Natale, Pasqua, Carnevale...), ma sono di certo perfetti per qualunque merenda o colazione per il resto dell'anno.

Oggi ti portiamo delle ciambelline doppie facilissime, ti assicuro che le finirete in un attimo! Sono ripiene di frutta secca e di mandorle, ma come ogni cosa puoi cambiare gli ingredienti secondo le tue preferenze. Che aspetti quindi? Falli anche tu! Inoltre se hai bimbi si divertiranno un sacco facendo le palline e mettendo le mani in pasta!
(il fatto che sarà tutta la cucina piena di farina non lo consideriamo adesso, concentriamoci solo sul fatto che si divertiranno un mondo!)


Ingredientes básicos para hacer rosquetes
Gli ingredienti


Ingredienti:

  • 400 g. di farina
  • 100 g. di zucchero
  • 2 uova
  • 100 ml. di olio d'oliva
  • 100 ml. di latte
  • 1 cucchiaio di semi d'anice
  • 1 cucchiaio ( 5 grammi o 1 tsp) di lievito tipo Royal
  • 100 g. di mandorle sminuzzate
  • Frutta candita o uva passa ( al gusto)
  • Olio per friggere


rosquetes de pasas
Rosquetes, rosquillas, ciambelle...chiamateli come volete, ma sono deliziosi!


Preparazione: 

- Mescoliamo tutti gli ingredienti insieme, aggiungendo all'ultimo la farina setacciata.

- Ammassiamo un poco con le mani su di un tavolo o una superficie infarinata, fino a fare una palletta con la massa. Non deve essere molto appiccicosa, ma sarà comunque abbastanza molliccia. Copriamo il tutto e lasciamo riposare un po'.

- Ci ungiamo le mani con dell'olio affinchè la massa non si appiccichi alle nostre mani e facciamo delle pallettine più o meno omogenee. Mettiamo una pallina sopra l'altra e mettiamo il dito sopra per fare un buco e quindi unire entrambe le ciambelle. Così avremo una ciambella "doppia".




- Friggere in abbondante olio bollente. Ti consiglio di usare una padella per friggere che sia abbastanza profonda, e di aggiungere poco a poco i rosquetes, in questo modo vedrai che non appena immersi andranno a fondo e poi galleggeranno, li rigiriamo e poi quando vediamo che son belli dorati, li togliamo dall'olio e li spolveriamo con zucchero a velo. Si fanno molto rapidamente!

Interior del rosquete
Gnammete! Dentro le ciambelle sembrano delle torte!

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jueves, 23 de octubre de 2014

Risotto: cosa fare con gli avanzi?

Oggi ti suggeriamo...di non buttar via niente! Gli "avanzi" dei pasti infatti si possono sempre riutilizzare dandogli un altro aspetto, oppure aggiungendo qualche altro ingrediente...puoi sempre ottenere qualcosa di diverso! Questo va benissimo per quando non abbiamo tempo di preparare qualcosa da mangiare e siamo un po' di fretta, ma anche per risparmiare o più semplicemente perchè buttare via del cibo urta la nostra sensibilità. Vi daremo delle idee a riguardo, ma oggi continueremo nella nostra serie di articoli dedicata al risotto, vi ricordiamo che abbiamo già pubblicato articoli in cui vi dicevamo come scegliere il riso perfetto e poi un altro su come fare un delizioso risotto allo zafferano. Ebbene, oggi ti diamo delle idee su cosa fare quando ti avanza questo buonissimo piatto!


In effetti, va detto, il risotto si mangia appena fatto, perchè poi dopo perde la sua bontà e la sua caratteristica cremosità,  anche se c'è a chi piace riscaldato. Noi dunque lo utilizzeremo in mille altri modi, anzi, di fatto spesso ne facciamo in eccesso affinchè ce ne avanzi una grande quantità! Oggi, lo ripetiamo, ti suggeriamo solo alcune delle mille ricette per quando ti avanza il risotto! ;)

A chi non è mai successo di farne in più? Il risotto è uno di quei piatti per i quali è davvero difficile calcolare la quantità giusta da cucinare, pertanto, se vedi che una volta che hai ripartito tutti i piatti ne avanza ancora molto, non disperare! Mettilo in un tupperware, in un piatto o in una teglia, estendilo per bene e mettilo da parte in frigo, coperto con un po' di carta di domopack. Lascialo lì fino al giorno successivo, o fino a quando avrai tempo. In questo modo si addenserà grazie all'amido e alla sua caratteristica cremosità, e sarà molto più facile da modellare per qualunque tipo di lavorazione successiva.
A quién no le ha pasado, el arroz suele ser siempre de esos platos qu

                                    Crocchette di risotto

Nella gastronomia italiana troviamo svariate preparazioni a base di riso, simili a crocchette ma che differiscono da queste per qualche particolare. Ad esempio, possiamo inserire in questa famiglia le famose "Arancine" siciliane o i "Supplì" romani, dei quali avremo modo di parlare estesamente in un altra occasione.


risotto ricette per quando avanza
Crocchette fatte con gli avanzi del risotto

Ingredienti:


  • Il risotto avanzato di "ieri" che abbiamo in frigo.
  • Formaggio fresco tipo mozzarella, ma anche l'Edam o comunque filante.
  • Quello che offre il Convento! E' una ricetta di quelle che chiamo "svuotafrigo"
  • Pane grattato e uova per impanare
  • Olio per friggere
 pallina di risotto per crocchettaformaggio filante per suppli risotto

crocchette di risotto pronte a essere fritte
Crocchette già impanate pronte ad essere fritte o congelate

Useremo il nostro risotto avanzato e lasciato per tutta la notte (o comunque un po' di tempo) in frigo a mo' di crocchette. Ungeremo le nostre mani per potere meglio modellare il riso e prenderemo una porzione di risotto e al suo interno ci metteremo un poco di mozzarella o formaggio filante. Possiamo mettere anche dei piselli, dei pezzettini di carote, pezzi di prosciutto...insomma, tutti quegli ingredienti* che possiamo trovare in fondo al frigo o...fuori dal frigo direttamente! Per esempio, nel caso delle crocchette delle foto stavamo usando un risotto fatto con tonno e gamberetti, e pertanto non abbiamo aggiunto null'altro se non un po' di formaggio filante. Facciamo una pallina con il riso, stile crocchetta, le passiamo per l'uovo sbattuto e poi per il pan grattato (possiamo passarle due volte per la panatura, affinchè risultino ancora più croccanti!), le friggiamo e via, pronte!

Potrete inoltre congelarle, nel caso in cui vi vada di mangiare in un altro giorno, o per le occasioni in cui siamo un po' di fretta! ;)


crocchette di risotto con formaggio filante mozzarella
Interno della nostra crocchetta fritta


risotto con formaggio filante
Gnam gnam!

Queste crocchette inoltre le possiamo mascherare da polpettine, basterà seguire paro paro il processo illustrato sopra, con la differenza che una volta fritte le faremo tuffare in una gustosissima salsa di pomodoro a cuocersi!



Tortina croccante di risotto

In quest'altra forma, dovremo solamente mettere qualche goccia d'olio in una padella, mettere il risotto avanzato, schiacciarlo per benino con un cucchiaio o con una spatola per farlo risultare bello sottile. Lo tostiamo per qualche minuto e poi lo rigireremo e...opplà! Lo tosteremo anche dall'altro lato, esattamente come se fosse una frittata.

Verrà fuori una tortina di risotto croccantella e deliziosa! Un piatto che piace a tutti, a grandi e piccini. Possiamo tagliarla in porzioni e mangiarcela anche con le mani, è tutto più saporito se lo mangiamo con le mani!


tortina di risotto con avanzi
Un delizioso tortino croccante di risotto!
Un altra idea è quella di utilizzare il nostro tortino di risotto come se fosse una base e metterci sopra un po' di formaggio, di salsa di pomodoro e altre cose e di renderla una specie di pizza!
sottile tortina fatta con gli avanzi di risotto
Sottile e croccante!

Possiamo perfino dagli la forma di un hamburger, e di farla in padella come se fosse davvero un hamburger! In questo modo potrete mettere all'interno un sacco di cose che di solito i bimbi non mangiano, ma nascoste dentro all'hamburger le mangeranno con gusto!


hamburger ripieni fatti con il risotto avanzato
"hamburger" di risotto

Ci sono poi venute altre idee, come ad esempio quello di fare una tortilla spagnola di risotto, aggiungendo dell'uovo sbattuto al risotto. Oppure usare il risotto per un ripieno di crespelle o con le crepes salate...e mille altre opzioni!

Usate la vostra immaginazione, l'importante è che il nostro risotto non finisca mai buttato nella spazzatura!


E tu, hai qualche altra idea su come utilizzare il risotto avanzato? Avanti, raccontacelo! Condividi con noi le tue idee! :)

Buon appetito !


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