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lunes, 23 de marzo de 2015

La storia e la ricetta della Pastiera Napoletana

E così siamo arrivati anche a Pasqua! E' sbocciata la Primavera! E con essa, anche delle belle novità: vi annunciamo infatti che partecipiamo alla bellissima rivista Blogirls 2.0 Magazine, tutta dedicata alla primavera! La rivista è in spagnolo, ma è godibilissima anche per il pubblico italiano...non perdetevela! Ma veniamo alla ricetta di oggi (di cui parliamo anche nella rivista): si tratta di un tipicissimo dolce pasquale della zona di Napoli: la pastiera!



Si potrebbe dire Neapolis sive Pastiera: Napoli, ovvero Pastiera. La pastiera e la città del Vesuvio infatti vuole la leggenda che siano nate insieme, ad opera delle stesse mani. Per la precisione, non mani esattamente umane, ma piuttosto mani di sirena: stiamo parlando infatti della sirena Partenope, che avrebbe fondato Napoli. 

Secondo la leggenda, Partenope sarebbe stata una delle sirene che nell'Odissea avrebbe cercato di incantare Ulisse con la sua voce, ma avendo fallito nel suo compito, si sarebbe gettata dagli scogli. Trascinata dal mare, sarebbe poi giunta nell'isolotto di Megaride, nell'odierna Napoli, dove oggi si trova il Castel dell'Ovo. Qui la sirena si sarebbe ripresa grazie alle cure degli abitanti del piccolo villaggio di pescatori locali. La sirena Partenope divenne allora la protettrice del villaggio e gli abitanti la iniziarono a Venerare come una divinità. Le mogli dei pescatori locali, per invocare protezione nei confronti dei loro mariti marinai, un lontano giorno di Primavera decisero di omaggiare la Sirena con dei doni della loro terra.

 Furono scelte sette giovani donne per consegnare a Partenope dei doni simbolici: la farina (simbolo di ricchezza), la ricotta (simbolo di abbondanza), le uova (simbolo della fertilità), il grano cotto nel latte (fusione panteistica tra il regno animale e quello vegetale), i fiori d'arancio (il profumo della terra campana), le spezie (simbolo dei popoli lontani) ed il miele (oggi sostituito dallo zucchero, simbolo della dolcezza del canto di Partenope). Questi ingredienti, simbolo della primavera, vennero mescolati dalle sapienti mani della sirena e la mattina dopo le donne trovarono al posto delle ceste degli ingredienti un dolce in cui tali sapori erano mescolati in maniera unica: era così nata la Pastiera, simbolo di Napoli ed al tempo stesso della Primavera.



Non sappiamo quanto sia autentica la leggenda, ma di sicuro la pastiera è molto antica, sembrerebbe che sia nata nella sua versione originale in epoca pagana, durante la Neapolis romana, quando sappiamo che i sacerdoti della divinità Cerere, dea del raccolto e della primavera, portavano in processione un uovo, simbolo di rinascita, concetto poi ripreso nella filosofia cristiana dalla festività primaverile della Pasqua. La ricetta di questo antichissimo dolce fu poi perfezionata nel corso del 1500 all'interno del convento della chiesa più sontuosamente decorata di tutta la barocchissima città di Napoli: la chiesa di Santa Patrizia, nel cuore della "via dei presepi" di Napoli.

La pastiera, assieme ai casatielli (altro dolce pasquale) viene citata all'interno dell'opera letteraria "La gatta Cenerentola" di Giambattista Basile, favola pubblicata postuma nell'anno 1634 o 1636 (a titolo di informazione, tale favola verrà poi ripresa da Charles Perrault per la sua famosa favola di Cenerentola).


Come aneddoto, possiamo raccontarti che la regina di Napoli, Maria Teresa di Asburgo-Teschen,
moglie di Ferdinando II di Borbone, era conosciuta dalla popolazione come la "regina che non ride mai". Questa fama durò finchè, dopo le insistenze del marito, non si decise a provare un pezzo di pastiera. Il sapore del dolce era così buono che la regina non potè contenersi e sorrise in pubblico per la prima volta. Il re ebbe a dire: "per far sorridere mia moglie ci voleva la pastiera. Ora dovremo aspettare la prossima Pasqua per tornare a vederla sorridere!".
La pastiera è una autentica cura contro il malumore, esattamente come i soleggiati giorni della Primavera.

Ricetta: (per due pastiere di circa 23 centimetri di diametro)

Ingredientes para la Pastiera

- Ingredienti per il ripieno:
550 g. di grano cotto; 700 g. di ricotta (meglio se mescolate pecora e mucca); 400 g. di zucchero; 500 ml. di latte; 50 g. di burro; 180 g. circa di frutta candita (cedro, arancia, ecc...); 5 g. di cannella in polvere; 5 ml. di aroma Millefiori o di fiori d'arancio; 6 uova; scorza di lomone al gusto.

- Per la pastafrolla:
450 g. di farina; 120 g. di zucchero; 60 g. di strutto (freddo); 180 g. di burro (freddo e tagliato in cubetti); 3 tuorli d'uovo; 1 cucchiaiata (5 g.) di Vanillina; scorza di arancia.

Preparazione:

1- Cominciamo preparando il grano. Versiamo il contenuto della confezione di grano cotto in una pentola (è pronto all'uso), e aggiungiamo il latte ed il burro. Rigireremo per bene il tutto per circa 15 minuti con un mestolo di legno a fuoco medio-basso, fino ad ottenere una consistenza cremosa. Il grano cotto puoi anche farlo in casa*. 

Pasta frolla o masa quebrada

2- Prepariamo la pastafrolla, aiutiamoci con una planetaria. Per prima cosa mescoliamo tutti gli ingredienti secchi, poi aggiungiamo il burro e la strutto, entrambi ben freddi e tagliati in cubetti. Mescoliamo bene, aggiungiamo i tuorli d'uovo, e poi torniamo a mescolare bene il tutto. A questo punto otterremo una massa molto farinosa, per ottenere una massa omogenea possiamo aggiungere poco a poco tre o quattro cucchiaini di acqua fredda. Lavoriamo la massa e formiamo una sfera, e la mettiamo nel frigo coperta con della pellicola trasparente per almeno mezz'ora.

Cortando la masa

3- Per il ripieno, mettiamo la ricotta (che non deve essere umida, è essenziale che sia molto fresca) nella ciotola assieme allo zucchero e mescoliamo per bene il tutto. Poi aggiungeremo la crema di grano cotto che abbiamo messo da parte in precedenza, aggiungiamo poi uova e cannella. Mescoliamo per bene il tutto ancora finchè non avremo una crema omogenea. Alla fine, metteremo anche l'aroma di Millefiori e la frutta candita. Se non trovate l'essenza di Millefiori, potreste eventualmente anche sostituirla per l'essenza di fiori d'arancio.

Molde recubierto de masa quebrada

Pastiera paso a paso


4- Ricopriamo di burro l'interno delle forme che abbiamo scelto per le nostre torte e copriamo il fondo ed i lati con la pastafrolla, ed aggiungiamo il ripieno. Di solito usiamo delle forme alte, ma potete scegliere la dimensione che preferite, l'importante è che siano metalliche. Copriremo la superfice della torta con delle striscette di pastafrolla, che ha sia una valenza decorativa estetica che una pratica: in questo modo la crema del ripieno, che si gonfia durante la cottura, non fuoriuscirà dalla base. Spennelliamo la superficie con dell'uovo sbattuto per dare un bel colore dorato al nostro dolce ed ecco fatto! Pronto ad essere infornato!

pastiera lista para hornear


5- Cuociamo il tutto in un forno preriscaldato a 180ºC per circa 60-75 minuti. Una volta cotta, lasciamo raffreddare completamente la pastiera. La tradizione dice che bisogna aspettare tre giorni prima di mangiarla: è infatti un dolce Pasquale che si prepara il Giovedì Santo e si mangia la Domenica di Pasqua. Ma chi mai potrebbe riuscire ad aspettare tre giorni con questa delizia in casa? Noi di certo no!

Pastiera napolitana


Interno Pastiera napolitana


Buon appetito e buona Pasqua!

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* Preparazione del grano cotto fatto in casa: questo è l'ingrediente principale della pastiera, e anche se oggi si trova comodamente pronto all'uso, magari lo volete fare in casa. Vi diremo noi come potrete fare:
E' un processo molto lungo, dobbiamo lasciare il grano in acqua per tre giorni (cambiando frequentemente l'acqua), e poi lo faremo cuocere in acqua per svariate ore, per poi alla fine cuocerlo ancora ma questa volta con latte, e per almeno tre ore. Non è un processo difficile, ma è comunque piuttosto lungo. Per questo motivo noi preferiamo le confezioni di grano cotto già pronte all'uso, che sono economicissime e hanno un sapore davvero eccellente!

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martes, 10 de marzo de 2015

La torta di noci dell'Engadina


La torta di cui vi parleremo oggi è un dolce che giunge direttamente dal cuore dell'Europa, da una regione svizzera che si chiama Valle Engadina, nel Canton Grigioni. Engadina letteralmente vuol dire "Giardino dell'Inn" in Romancio, la lingua locale, per via del fiume Inn che scorre proprio in queste lande. Probabilmente conoscerete la città più famosa dell'Engadina, St. Moritz, una delle capitali dello sci continentale. 



Si tratta di luoghi molto suggestivi, possiamo citare ad esempio il massiccio del Bernina e il suo famoso Trenino Rosso, oggi divenuto patrimonio mondiale dell'Unesco. Amiamo molto il trenino rosso del Bernina e quando possiamo andiamo a farci un giretto per quelle deliziose valli a metà strada tra la Svizzera e l'Italia. 

Il Trenino Rosso del Bernina, immagine trovata su Pinterest
La bellezza del posto ha affascinato innumerevoli poeti ed artisti. Tra tutti, uno ci è particolarmente caro: si tratta del grande pittore trentino Giovanni Segantini. Abbiamo avuto modo di vederne recentemente la più grande retrospettiva in una mostra a Palazzo Reale, a Milano, città da lui frequentata in gioventù, e la sua superba arte ci ha conquistato: è davvero uno dei più grandi pittori del XIX secolo europeo, per qualche motivo meno conosciuto di pittori suoi pari per arte come Van Gogh o Cezanne. 

Probabilmente prima o poi a Hollywood faranno un film sulla sua romanzesca vita di fuggiasco e ribelle, e allora diventerà famoso come merita. Ma noi lo apprezziamo già da adesso, meglio così no? Giovanni Segantini dopo una serie di peregrinazioni per il nord Italia finì nella Svizzera meridionale, le Alpi erano la sua ossessione, la sua passione, la sua idea fissa, e non poteva viverne lontano. Morì tragicamente a soli 41 anni mentre stava cercando di dipingere sul monte Schafberg, sopra a Pontresina, stroncato da una peritonite. La sua opera più importante e sconvolgente, il Trittico delle Alpi, si trova esposta nel Segantini Museum di St. Moritz, la più vasta raccolta di opere del pittore italiano. 



Ma mettiamo da parte i pennelli e torniamo a parlare di torte. La torta Engadina, o "tuorta de nush engiadinaisa", come viene chiamata in Romancio, è una deliziosa torta a base di noci. Si tratta di una ricetta antica, la cui prima versione era probabilmente un dolce ricco di burro noto come "fuatscha grassa". Tra il XV e il XIX secolo ci fu una vera e propria diaspora dei rinomati pasticceri Engadinesi in tutta Europa. Alcuni emigrarono a Venezia, ottenendo grande successo, altri a Tolosa, in Francia, altri in nord Italia. E`stato sicuramente in uno di queste migrazioni che la "fuatscha grassa" ha incontrato le noci, poco presenti nel clima rigido dell'Engadina. E' dunque un dolce svizzero tipico ma, per così dire, di ritorno, riportato in patria dai cuochi che sono tornati in Engadina. 

Si tratta di un dolce perfetto per essere conservato a lungo, anche per mesi o addirittura per anni. Anticamente si può supporre che veniva realizzato in grandi quantità per poi essere conservato a lungo. In tempi moderni, la prima torta Engadina propriamente detta fu realizzata da Fausto Pult nel 1926 a Samedan, proprio sotto al Pizzo Bernina tanto caro a Segantini. Nel 1934 Fausto Pult presentò per la prima volta la torta alle noci engadinese alla Fiera Campionaria di Basilea, e da allora divenne sempre più popolare, fino a diventare oggi un immancabile souvenir per i turisti. Possiamo trovare una vastissima varietà di torte dell'Engadina ad esempio nella pasticceria "Hanselmann e Hauser" di St. Moriz. Ma passiamo alla ricetta!




Ingredienti: (Per una torta di 22-24 cm di diametro)

Per la pasta frolla:

- 275 g. di farina
- 175 g. di burro (freddo)
- 75 g. di zucchero
- 1 uovo
- un pizzico di sale (1/4 tsp)

Per il ripieno: 

-150 g. di zucchero
- 4 cucchiai di acqua
- 130 g. di noci
- 25 g. di mandorle laminate
- 200 ml. di panna
- 1 cucchiaio di miele



Preparazione:

1- Iniziamo preparando la pastafrolla, non può essere più facile! Devi solamente mettere tutti gli ingredienti assieme in una ciotola e mescolare bene il tutto. Assicurati che il burro sia freddo e tagliala a cubetti, in modo che sia più facile integrarla nella nostra massa. Se vedi che la massa è troppo farinosa e non riesci a renderla omogenea, puoi aggiungere un paio di cucchiai d'acqua, e vedrai che la massa sarà molto omogenea. Fai una palla, coprila con un po' di pellicola alimentare e lasciala nel frigo mentre penserai al ripieno.

2- Adesso andiamo avanti con il ripieno: in una pentola mettiamo l'acqua e lo zucchero, a fioco lento e senza rigirare finchè non bollirà, allora abbassiamo il fuoco e lo lasciamo andare finchè non assumerà un colore dorato o marrone chiaro, e giunti a questo fuoco toglieremo il pentolino dal fuoco.

3- Mettiamo le noci spezzettate, le mandorle, e aggiungiamo anche un po' di panna al pentolino e torniamo a mettere il pentolino al fuoco. In pochi minuti avremo un composto liquido. Aggiungiamo dunque il miele, rigiriamo per bene il tutto e lo togliamo dal fuoco. Adesso dovremo far raffreddare per bene il nostro ripieno.


4- Prepariamo la forma della nostra torta. Per fare ciò dovremo spalmare la forma con burro, meglio se è una forma metallica. Stenderemo la pasta frolla con l'aiuto di un mattarello (avremo bisogno di circa un po' più della metà della nostra pasta frolla, dato che avremo bisogno dopo di un po' di frolla per coprire la nostra torta). La frolla stesa sulla forma dovrà avere uno spessore di circa 2 cm. Devono essere coperti anche i bordi della forma. Ora mettiamo il ripieno nella nostra forma, ma attenzione! Il ripieno dev'essere freddo! Livelleremo il tutto con attenzione e copriremo tutto con la pasta frolla avanzata. Per chiudere i bordi poi ci aiuteremo con una forchetta, per creare il bordo tipico di questa torta. Alla fine punzecchieremo la superficie della torta con la forchetta affinchè durante la cottura la frolla superiore non si rompa.


5- Mettiamo la nostra torta in un forno preriscaldato a 180ºC  durante 55 minuti circa. Lasceremo che si raffreddi in una gratella per dolci e...tutti a tavola! E' pronto!



Questa torta si conserva per un sacco di tempo, può restare perfettamente due settimane in frigo coperta con pellicola per alimenti.




Buon appetito!
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miércoles, 25 de junio de 2014

Dolce di Zucca in 3 semplici passi



Il dolce di zucca che oggi vi proponiamo è di quei tipi di dolce validi per qualunque epoca dell'anno, dato che si mangia freddo e non c'è neanche bisogno di un cucchiaio per mangiarlo, cosa che lo rende perfetto per le feste o le merende in cui i convitati si servono da soli, ognuno col suo pezzetto e a godersi il momento! 

In più è così facile che non ci sono scuse per non farlo! Si prepara in un lampo, e per tutto il resto, ci pensa il nostro grande amico in cucina, il forno! ;)

Ingredienti:

  • 1 Kg. di zucca
  • 4 uova
  • 300 g. di farina
  • 200 g. di zucchero
  • 250 ml. di latte
  • 125 ml. di olio
  • 1 spruzzata di liquore (facoltativa e, nel caso, quanta ne volete)
  • 1 cucchiaiata (1 Tsp) di lievito in polvere ( tipo Royal)
  • 1 cucchiaiata ( 1 Tsp) di essenza di vaniglia
  • 1 confezione di latte condensato ( 370 g. circa) 
  • scorza di limone


Preparazione:

1- Peliamo, tagliamo e cuociamo la zucca, la lasciamo asciugare bene e la trituriamo con un tritatutto da cucina.


2-  Aggiungiamo il resto degli ingredienti alla zucca triturata, e mescoliamo bene il tutto fino ad ottenere un mix omogeneo. Ricordate di setacciare per bene la farina, altrimenti verranno fuori dei grumetti.

3- Ungiamo con burro o olio la nostra teglia da cucina (nel mio caso, una teglia rettangolare di 30 cm per 18), e versiamo dentro la nostra mescola, la cuoceremo in un forno preriscaldato a 120 gradi per circa 75 minuti.

Il nostro dolce nel forno

Ed ecco fatto! Pronto! Lo lasceremo a raffreddare un po' e poi lo estrarremo dalla teglia e lo taglieremo come preferiamo. Una volta freddo lo potrete poi conservare in frigo.



E' un dolce con una composizione molto morbida e cremosa. Se non vi piace la zucca (neanche a me fa impazzire), vi consiglio comunque di provarlo, vi sorprenderà!



Saluti!

AnGie


sábado, 21 de junio de 2014

Ghiacciolo al Tiramisù e Benvenuta sig.ra Estate!

Per festeggiare l'arrivo dell'estate, oggi vi parliamo della ricetta per fare dei ghiaccioli particolari, fatti con il dolce italiano per eccellenza: il tiramisù.




Il Tiramisù è un dolce molto semplice, ma non è un classico che è sempre esistito: fu infatti inventato nel 1962! Insomma, l'altro giorno! Ma come era possibile sopravvivere senza il Tiramisù prima del 1962? :)

La ricetta originale fu inventata dalla signora Alba Campeol di Treviso, la bellissima città vicino a Venezia. La signora racconta come l'idea nacque quando, dopo aver dato alla luce il suo primo figlio, sua madre e sua suocera le davano da mangiare il caffè e i savoiardi, e le dicevano: "mangia mangia che ti tira su!". Da qui l'invenzione di questo dolce che "tira su", che da forza ed energia, e da questo concetto, assieme al cuoco del ristorante del suo ristorante, decisero di aggiungere delle nutrientissime uova con zucchero e pure mascarpone.

Anche se all'estero molti sono convinti che il tiramisù sia fatto con il liquore, la sua versione originale non lo porta affatto, dato che fu una ricetta studiata apposta per essere adatta a tutti, dai più piccoli ai più anziani, e soprattutto per chi ha bisogno di riprendere energia, cosa che rende inadatto l'utilizzo del liquore. 
In seguito, i turisti che visitavano la bella Treviso copiarono ed esportarono l'idea nei loro Paesi, e questo dolce si espanse in tutto il Mondo, diventando sempre più famoso, cosa che ha permesso la creazione di innumerevoli varianti di questo dolce.


Vi lasciamo qui un video di una intervista alla signora Campeol, in cui lei stessa ci racconta la sua storia e si lamenta anche di come non abbia patentato la sua invenzione negli anni Sessanta! Vogliamo approfittare qui per ringraziarla e gliene rendiamo merito per la sua grande invenzione!


 

Ingredienti:
  • 4 tuorli
  • 2 albumi
  • 100 g. di zucchero
  • 400 g. di mascarpone
  • 3 o 4 savoiardi 
  • polvere di cacao
  • una tazzina di caffè forte
  • un pizzico di sale

Preparazione:

1- Montate i 4 tuorli e lo zucchero con la frusta elettrica fino a quando otterrete un mix chiaro e spumoso.

2- Incorporate quindi il mascarpone e mescolate per bene.

3- Montate gli albumi a neve con un pizzico di sale e poi incorporateli al composto precedente, mescolando dal basso verso l'alto molto lentamente per non rovinare la spuma e farla quindi abbassare.

4- Immergete i savoiardi nel caffé ( se volete potete anche usare caffé decaffeinato)





5- Nei nostri stampini per ghiaccioli o gelati, versiamo la nostra crema, alternandola a dei pezzettini di savoiardi bagnati di caffé. In seguito spolverate il tutto con il cacao e mettete altra crema. Ripetete il processo fino ad riempire le vostre formine. Un'altra opzione è quella di mettere un savoiardo al centro e la crema ai lati, in modo che rimanga "circondato" dalla crema. Fate pure come preferite!







6- mettetelo nel freezer se è possibile da un giorno all'altro, perchè la mescola è parecchio cremosa e ha bisogno di molto freddo per raddensarsi.





Questa volta abbiamo fatto questo dolce a forma di ghiaccioli, ma a volte lo facciamo anche con gli stampi per plum cake. Per fare ciò ricopriamo il fondo ed i lati dello stampo con la pellicola da cucina trasparente di maniera che il nostro dessert gelato non si attachi al fondo e sia facilmente estraibile. Questa opzione si fa esattamente nello stesso modo del ghiacciolo che vi abbiamo presentato oggi, tranne che per il fatto che avrete bisogno di un po' più di savoiardi. In questo caso faremo la classica disposizione del Tiramisù tradizionale, cioè sistemiamo dapprima i savoiardi nel fondo dello stampo, uno di fianco all'altro, e poi ricopriamo con la mescola di mascarpone e sopra una spolverata di cacao, e  così via fino a che non abbiamo finito tutti gli ingredienti. Copriremo poi il tutto con la carta trasparente per evitare la formazione del ghiaccio nello strato più superficiale e mettiamo il tutto nel freezer. Avremo così un delizioso semifreddo buonissimo da leccarsi i baffi!

Buon inizio d'estate a tutti voi e a godetevi questa versione gelatosa dell'ormai classicissimo Tiramisù!


AnGie



martes, 10 de junio de 2014

Ciambella alla menta, cocco e limone




Oggi vi mostriamo un dolce di quelli che nascono un po' per caso, sperimentando, e poi rimangono nel tuo ricettario per sempre. 
Adoro le erbe aromatiche e quelle medicinali, le uso moltissimo e negli ultimi tempi le ho piantate un po' in tutta casa ahahahah! E allora, mi è venuto in mente, perchè non utilizzarle anche nei miei dolci?



Questa ciambella è fatta con menta hierba buena, un erba che dà un tocco differente, un tocco fresco.
Inoltre l'ho fatta con olio d'oliva al posto del burro, cosa che rende il dolce ancora più leggero senza perdere nulla del suo gusto. Vi invito caldamente a provarla!

Ingredienti:

  • 1 yogurt di cocco (o naturale)
  • 125 ml. di olio d'oliva
  • 250 di zucchero di canna
  • 4 uova
  • 125 ml di buttermilk (latticello)*
  • 450 g. di farina
  • 1 limone (sia succo che la scorza)
  • 1 pizzico di sale
  • Menta tipo hierba buena (20 foglie circa)
  • 80 g. di cocco gratugiato
  • 15 g. di lievito in povere


* Il buttermilk si vende già fatto, ma io di solito me lo faccio in casa. 15 minuti circa di iniziare a fare il vostro dolce, preparate in una tazza il latte necessario e aggiungete il succo di limone. Lasciate riposare per il tempo richiesto e vedrete che otterrete una specie di latte rancido: non vi preoccupate, va bene così! Rigirate il tutto e utilizzatelo così direttamente. Questo ingrediente renderà ancora più soffici i vostri dolci.

Preparazione:

1- In una ciotola mettiamo le uova intere e lo zucchero. Mescoliamo il tutto a velocità media.

2- Al nostro mix di uova aggiungiamo anche l'olio, il succo di limone e lo yogurt. Mescoliamo ancora.

3- Sminuzziamo finemente la menta tipo hierba buena (quella che si usa per fare ad esempio il mojito) con un coltello e la aggiungiamo al nostro mix, assieme alla scorza di limone.
4- In una ciotola a parte, mettiamo la farina, il lievito e il sale. Setacciamo il tutto e lo mettiamo da parte.
5- Aggiungiamo poco a poco il nostro mix di farina, alternandolo con il buttermilk, cioè mettendo nella ciotola 1/3 di farina, rigiriamo bene e poi mettiamo 1/3 di buttermilk, e così via fino a esaurire i nostri ingredienti.

6- ungiamo lo stampo per ciambelle, versiamo il nostro mix e lo mettiamo in un forno preriscaldato a 180°C, per circa 45-50 minuti. Metteremo il nostro dolce a media altezza nel nostro forno e se inizia a dorarsi in superficie ma (bucandolo con un ago da cucina) vediamo che ancora non è pronto, possiamo coprirlo con un foglio di alluminio o carta da forno.

7- Quando sarà pronto, lo togliamo dallo stampo e lo lasceremo raffreddare su una teglia, e quando sarà pronto lo spolvereremo con zucchero a vero per decorarlo.

E' ideale per essere mangiato con una tazza di tè, perciò...voi preparate il tè, che noi portiamo la ciambella! ;)




Un salutone!

AnGie


domingo, 1 de junio de 2014

Sorbetto allo yogurt e frutti di bosco


Oggi vi porto una idea per fare un dolce fresco e sanissimo. Un gelato di yogurt, anzi, un sorbetto, ideale per concludere alla grande un pasto, per la merenda, come spuntino a metà mattinata, senza perdere l'allegria che troviamo nel gelato! E per di più lo farete in un attimo! 
 
I frutti di bosco, conosciuti anche come frutti rossi, sono composti da more, fragole, mirtilli, ribes ecc. ecc. 
Ognuno di questi frutti ha una sua peculiare composizione, ma in linea di massima possiamo dire che ognuno ha una fortissima componente a base di acque (per le fragole si tratta addirittura del 90%!), non hanno grassi, neanche proteine in realtà, ma compensano con un elevato apporto in fibre, vitamine (soprattutto vitamina C), acido folico e minerali essenziali per il nostro corpo come possono essere il potassio, il calcio, il magnesio e inoltre hanno pochissime calorie!

Una delle loro caratteristiche più importanti è il fatto che i frutti di bosco sono degli eccellenti antiossidanti il che significa che sono essenziali per combattere l'invecchiamento cellulare, lottano contro i radicali liberi e pertanto aiutano a evitare malattie come problemi cardiovascolari, cancro o problemi digestivi. Sono incredibili per le diete ipocaloriche, molto buoni contro le infezioni urinarie, aiutano a regolare il nostro transito intestinale, ci difendono contro le infezioni  e prevengono la anemia! Cosa possiamo chiedere di più a questi piccoli frutti, se oltre ad essere così belli (io li trovo bellissimi!), sono buonissimi, con il loro tipico sapore tra il dolce e l'acidulo, e sono ideali per qualunque ricetta, sia dolce che salata.




Oggi vi presentiamo un dolce, una specie di gelato, anche se è senza tutte le calorie che invece i gelati sono soliti avere. Ai frutti di bosco ho aggiunto anche un po' di yogurt naturale, per dare un tocco cremoso e aumentare il potere benefico di questo dolce, ma chiaramente, nel caso in cui foste intolleranti al lattosio, potrete sostituirlo con yogurt di soia, per esempio.

Ingredienti:

2 tazze di frutti di bosco congelate
1 yogurt naturale
1 cucchiaio di miele (facoltativo)

Preparazione:

Mettiamo la frutta congelata, lo yogurt e nel caso il miele (se vogliamo dargli un tocco in più di dolce) nel frullatore, o nel robot da cucina come il Bimby (o Thermomix, come è noto in molti Paesi). Frulliamo il tutto a velocità massima per pochi secondi, e dico solo "alcuni secondi" perchè se esageriamo ci ritroveremo con un frappè,  che per carità è delizioso, ma magari preferivamo un sorbetto. Decidete voi se preferite l'uno o l'altro! ;)
Ed è già pronto così! Decoratelo con dei frutti del bosco interi e godetevi questo dessert delizioso e sanissimo!

Gnam gnam!

Nota: Questo è un dolce che va fatto e servito al momento, ma se lo preferisci possiamo usare il mix ottenuto per riempire degli stampi per ghiaccioli o gelati, in questo caso saranno buonissimi e li avremo sempre a portata di mano nel caso che volessimo mangiarceli!

Un salutone! ;)

AnGie