Mostrando entradas con la etiqueta ricetta. Mostrar todas las entradas
Mostrando entradas con la etiqueta ricetta. Mostrar todas las entradas

lunes, 23 de marzo de 2015

La storia e la ricetta della Pastiera Napoletana

E così siamo arrivati anche a Pasqua! E' sbocciata la Primavera! E con essa, anche delle belle novità: vi annunciamo infatti che partecipiamo alla bellissima rivista Blogirls 2.0 Magazine, tutta dedicata alla primavera! La rivista è in spagnolo, ma è godibilissima anche per il pubblico italiano...non perdetevela! Ma veniamo alla ricetta di oggi (di cui parliamo anche nella rivista): si tratta di un tipicissimo dolce pasquale della zona di Napoli: la pastiera!



Si potrebbe dire Neapolis sive Pastiera: Napoli, ovvero Pastiera. La pastiera e la città del Vesuvio infatti vuole la leggenda che siano nate insieme, ad opera delle stesse mani. Per la precisione, non mani esattamente umane, ma piuttosto mani di sirena: stiamo parlando infatti della sirena Partenope, che avrebbe fondato Napoli. 

Secondo la leggenda, Partenope sarebbe stata una delle sirene che nell'Odissea avrebbe cercato di incantare Ulisse con la sua voce, ma avendo fallito nel suo compito, si sarebbe gettata dagli scogli. Trascinata dal mare, sarebbe poi giunta nell'isolotto di Megaride, nell'odierna Napoli, dove oggi si trova il Castel dell'Ovo. Qui la sirena si sarebbe ripresa grazie alle cure degli abitanti del piccolo villaggio di pescatori locali. La sirena Partenope divenne allora la protettrice del villaggio e gli abitanti la iniziarono a Venerare come una divinità. Le mogli dei pescatori locali, per invocare protezione nei confronti dei loro mariti marinai, un lontano giorno di Primavera decisero di omaggiare la Sirena con dei doni della loro terra.

 Furono scelte sette giovani donne per consegnare a Partenope dei doni simbolici: la farina (simbolo di ricchezza), la ricotta (simbolo di abbondanza), le uova (simbolo della fertilità), il grano cotto nel latte (fusione panteistica tra il regno animale e quello vegetale), i fiori d'arancio (il profumo della terra campana), le spezie (simbolo dei popoli lontani) ed il miele (oggi sostituito dallo zucchero, simbolo della dolcezza del canto di Partenope). Questi ingredienti, simbolo della primavera, vennero mescolati dalle sapienti mani della sirena e la mattina dopo le donne trovarono al posto delle ceste degli ingredienti un dolce in cui tali sapori erano mescolati in maniera unica: era così nata la Pastiera, simbolo di Napoli ed al tempo stesso della Primavera.



Non sappiamo quanto sia autentica la leggenda, ma di sicuro la pastiera è molto antica, sembrerebbe che sia nata nella sua versione originale in epoca pagana, durante la Neapolis romana, quando sappiamo che i sacerdoti della divinità Cerere, dea del raccolto e della primavera, portavano in processione un uovo, simbolo di rinascita, concetto poi ripreso nella filosofia cristiana dalla festività primaverile della Pasqua. La ricetta di questo antichissimo dolce fu poi perfezionata nel corso del 1500 all'interno del convento della chiesa più sontuosamente decorata di tutta la barocchissima città di Napoli: la chiesa di Santa Patrizia, nel cuore della "via dei presepi" di Napoli.

La pastiera, assieme ai casatielli (altro dolce pasquale) viene citata all'interno dell'opera letteraria "La gatta Cenerentola" di Giambattista Basile, favola pubblicata postuma nell'anno 1634 o 1636 (a titolo di informazione, tale favola verrà poi ripresa da Charles Perrault per la sua famosa favola di Cenerentola).


Come aneddoto, possiamo raccontarti che la regina di Napoli, Maria Teresa di Asburgo-Teschen,
moglie di Ferdinando II di Borbone, era conosciuta dalla popolazione come la "regina che non ride mai". Questa fama durò finchè, dopo le insistenze del marito, non si decise a provare un pezzo di pastiera. Il sapore del dolce era così buono che la regina non potè contenersi e sorrise in pubblico per la prima volta. Il re ebbe a dire: "per far sorridere mia moglie ci voleva la pastiera. Ora dovremo aspettare la prossima Pasqua per tornare a vederla sorridere!".
La pastiera è una autentica cura contro il malumore, esattamente come i soleggiati giorni della Primavera.

Ricetta: (per due pastiere di circa 23 centimetri di diametro)

Ingredientes para la Pastiera

- Ingredienti per il ripieno:
550 g. di grano cotto; 700 g. di ricotta (meglio se mescolate pecora e mucca); 400 g. di zucchero; 500 ml. di latte; 50 g. di burro; 180 g. circa di frutta candita (cedro, arancia, ecc...); 5 g. di cannella in polvere; 5 ml. di aroma Millefiori o di fiori d'arancio; 6 uova; scorza di lomone al gusto.

- Per la pastafrolla:
450 g. di farina; 120 g. di zucchero; 60 g. di strutto (freddo); 180 g. di burro (freddo e tagliato in cubetti); 3 tuorli d'uovo; 1 cucchiaiata (5 g.) di Vanillina; scorza di arancia.

Preparazione:

1- Cominciamo preparando il grano. Versiamo il contenuto della confezione di grano cotto in una pentola (è pronto all'uso), e aggiungiamo il latte ed il burro. Rigireremo per bene il tutto per circa 15 minuti con un mestolo di legno a fuoco medio-basso, fino ad ottenere una consistenza cremosa. Il grano cotto puoi anche farlo in casa*. 

Pasta frolla o masa quebrada

2- Prepariamo la pastafrolla, aiutiamoci con una planetaria. Per prima cosa mescoliamo tutti gli ingredienti secchi, poi aggiungiamo il burro e la strutto, entrambi ben freddi e tagliati in cubetti. Mescoliamo bene, aggiungiamo i tuorli d'uovo, e poi torniamo a mescolare bene il tutto. A questo punto otterremo una massa molto farinosa, per ottenere una massa omogenea possiamo aggiungere poco a poco tre o quattro cucchiaini di acqua fredda. Lavoriamo la massa e formiamo una sfera, e la mettiamo nel frigo coperta con della pellicola trasparente per almeno mezz'ora.

Cortando la masa

3- Per il ripieno, mettiamo la ricotta (che non deve essere umida, è essenziale che sia molto fresca) nella ciotola assieme allo zucchero e mescoliamo per bene il tutto. Poi aggiungeremo la crema di grano cotto che abbiamo messo da parte in precedenza, aggiungiamo poi uova e cannella. Mescoliamo per bene il tutto ancora finchè non avremo una crema omogenea. Alla fine, metteremo anche l'aroma di Millefiori e la frutta candita. Se non trovate l'essenza di Millefiori, potreste eventualmente anche sostituirla per l'essenza di fiori d'arancio.

Molde recubierto de masa quebrada

Pastiera paso a paso


4- Ricopriamo di burro l'interno delle forme che abbiamo scelto per le nostre torte e copriamo il fondo ed i lati con la pastafrolla, ed aggiungiamo il ripieno. Di solito usiamo delle forme alte, ma potete scegliere la dimensione che preferite, l'importante è che siano metalliche. Copriremo la superfice della torta con delle striscette di pastafrolla, che ha sia una valenza decorativa estetica che una pratica: in questo modo la crema del ripieno, che si gonfia durante la cottura, non fuoriuscirà dalla base. Spennelliamo la superficie con dell'uovo sbattuto per dare un bel colore dorato al nostro dolce ed ecco fatto! Pronto ad essere infornato!

pastiera lista para hornear


5- Cuociamo il tutto in un forno preriscaldato a 180ºC per circa 60-75 minuti. Una volta cotta, lasciamo raffreddare completamente la pastiera. La tradizione dice che bisogna aspettare tre giorni prima di mangiarla: è infatti un dolce Pasquale che si prepara il Giovedì Santo e si mangia la Domenica di Pasqua. Ma chi mai potrebbe riuscire ad aspettare tre giorni con questa delizia in casa? Noi di certo no!

Pastiera napolitana


Interno Pastiera napolitana


Buon appetito e buona Pasqua!

-------------------------------------------------------------------------------------------------------------
* Preparazione del grano cotto fatto in casa: questo è l'ingrediente principale della pastiera, e anche se oggi si trova comodamente pronto all'uso, magari lo volete fare in casa. Vi diremo noi come potrete fare:
E' un processo molto lungo, dobbiamo lasciare il grano in acqua per tre giorni (cambiando frequentemente l'acqua), e poi lo faremo cuocere in acqua per svariate ore, per poi alla fine cuocerlo ancora ma questa volta con latte, e per almeno tre ore. Non è un processo difficile, ma è comunque piuttosto lungo. Per questo motivo noi preferiamo le confezioni di grano cotto già pronte all'uso, che sono economicissime e hanno un sapore davvero eccellente!

Image and video hosting by TinyPic

jueves, 30 de octubre de 2014

Cheesecake di zucca al caramello salato e alle noci pecan

cheesecake de calabaza con caramelo salado y nueces pecanas

Oggi vi portiamo una ricetta speciale per festeggiare Halloween, noi e il nostro stupendo gruppo di amiche blogger abbiamo deciso di fare qualcosa di speciale e di divertente per l'occasione. Abbiamo deciso di riempire la rete di Zucche!


Avete mai sentito parlare di un Hop Blog? No? Neanche noi, almeno fino a qualche settimana fa. Si tratta di una specie di "flash mob" di blog in cui tutti pubblicano allo stesso momento dello stesso giorno un articolo sul proprio blog parlando dello stesso argomento.  Pertanto, alla fine del nostro articolo potrete trovare i link che vi porteranno ad una serie di blog seguendo il filo comune della zucca. Potrete trovare davvero di tutto, dalla decorazione al fai da te, dalle ricette alla fotografia...non perdetevelo! Zompate da un blog all'altro! :)


Halloween è una delle feste più americane che ci siano, pertanto perchè non dare una tarta molto yankee come una cheesecake?! Noi amiamo la cheesecake, pertanto abbiamo deciso di farne una versione con zucca, caramello salato (gnammete!) e le deliziose noci pecan.
Tarta de queso con calabaza y caramelo salado
Tarta de queso de calabaza, nuestra "Pumpcheese cake" particular


Ingredienti: Per una forma apribile da 20 cm di diametro

Per la base:

  • 1 pacchetto di biscotti Digestive
  • 2 cucchiaiate di zucchero di canna
  • 1/2 tazza di noci (o del frutto secco che avete scelto) sminuzzato molto fine
  • 1/2 tazza di burro fuso
Per la torta:
  • 800 g. circa di formaggio tipo Philadelphia
  • 200 g. di zucchero ( 150 canna + 50 bianca)
  • 400 g. di pure di zucca
  • 1/4 tazza di panna ( 60 ml circa.)
  • 4 uova medie
  • 1 cucchiaiata di Pumpkin Pie Spices (spezie usate per i dolci a base di zucca)
  • 2 cucchiaiata di amido di mais
  • 1 cucchiaiata di vaniglia
especias para la tarta de calabaza
Pumpkin pie Spice
Per la copertura di caramello: 
  • 1 tazza di zucchero
  • 1/2 tazza d'acqua
  • 190 ml. di panna tiepida
  • 20 ml di burro senza sale
  • 1 cucchiaio di sale
  • 1/2 cucchiaio di vaniglia
  • Noci pecan al gusto



Preparazione:

Useremo una forma smontabile di circa 20 cm di diametro. Iniziaremo mettendo del burro sull'interno e mettendo della carta da cucina sul fondo per evitare che la tarta si incolli.


Prepariamo la base della torta. Per fare ciò, trituriamo i biscotti, aggiungiamo a questi il resto degli ingredienti di base e la lavoriamo un po' con la spatola, un cucchiaio fino a ottendere una superficie compatta ed omogenea. Mettiamo il tutto da parte.

Per il ripieno, mettiamo il formaggio spalmabile nella nostra planetaria o Kitchen Aid, oppure nel nostro minipimer, e mescoliamo il tutto fino ad avere una crema davvero omogenea.

In seguito aggiungiamo alla crema il purè di zucca e lo zucchero. Continuiamo sempre a girare a velocità bassa per evitare che si incorpori dell'aria nella nostra crema.

Aggiungiamo la panna e l'amido di mais. Aggiungiamo le uova, di uno in uno. Aspettiamo a metterne un altro finchè il precedente non si sia perfettamente incorporato.

Infine aggiungiamo le spezie e la vaniglia. Rigiriamo bene il tutto (sempre alla stessa velocità), e versiamo il ripieno sulla forma, sulla base di biscotti.


Con il forno preriscaldato a 150°C, mettiamo il tutto in forno con calore sopra e sotto senza ventilatore per circa una ora.

Quando la estraiamo dal forno la lasciamo raffreddare in una graticola. Per estrarla dalla forma è meglio che si sia raffreddata del tutto. Sarebbe ideale prepararla il giorno prima di mangiarl, affinchè prenda più sapore nel frigo. E' una torta di formaggio molto delicata che ricorda vagamente un budino.

corte de cheesecake de calabaza





Prepazione del caramello salato:

Mentre la nostra torta è nel forno, possiamo fare il caramello salato per la nostra copertura. Per fare ciò prenderemo una pentola e metteremo dell0 zucchero insieme a dell'acqua e riscalderemo il tutto a fuoco medio-basso, finchè non vedremo che lo zucchero si sia sciolto completamente. Importante! Non rigirare il tutto!
Quando lo zucchero si sia completamente sciolto alzeremo il fuoco finchè non inizieremo a vedere una sorta di tonalità bruna nell'acqua (o circa per 8-10 minuti). Allora abbasseremo il fuoco e con molta calma ed attenzione metteremo un po' della panna che avevamo appena riscaldato fino ad essere tiepida e rigireremo il tutto energicamente con un mestolo.  Attenzionissima perchè il caramello brucia davvero tanto, esperienza personale!
Spegnamo il fuoco e mettiamo il burro, la vaniglia e il sale, rigiriamo il tutto ed ecco fatto!
Lasciamo raffreddare il tutto e cerchiamo di resistere alla tentazione di mettere dentro al caramello il nostro ditone...anche perchè, lo ripetiamo, scotta uno sproposito!











Image and video hosting by TinyPic

Non dimenticatevi di visitare le altre zucche!
Pumpkin time | . | Topper para cupcakes de calabaza | . | Calabaza en tacha | . | DIY: Calabazas pintadas | . | Calabazas, castañas, boniatos y bomboncitos | . | Blog hop Halloween | . | Calabaza tré chic | . | Bizcocho de calabaza especiado | . | Pumpikinized Portraits | . | La noche de Halloween, la leyenda de la calabaza | . | La magia de las calabazas | . | En otoño, calabazas… |. | Happy Halloween la calabaza scrappi | . | Pumpkin Cake with Ginger-Mascarpone Frosting |. | Detalles con calabaza | . | Smoothie de calabaza, piña y manzana |. | Y a ti, ¿te dan calabazas? |. | Globeando | . | Cheesecake de calabaza con caramelo salado y pecanas | . | Un cupcake para Hallowen: Pumpkin spiced cupcakes | . | Jugando con calabazas | . | La calabaza y la luz | . | Calabazas para Halloween : sello handmade & freebie | . | Kreativity | . | Adoptar tradiciones: calabazas de halloween  | . | calabaza + miel | . | Bruna Bruneta: Contes macabres

miércoles, 25 de junio de 2014

Dolce di Zucca in 3 semplici passi



Il dolce di zucca che oggi vi proponiamo è di quei tipi di dolce validi per qualunque epoca dell'anno, dato che si mangia freddo e non c'è neanche bisogno di un cucchiaio per mangiarlo, cosa che lo rende perfetto per le feste o le merende in cui i convitati si servono da soli, ognuno col suo pezzetto e a godersi il momento! 

In più è così facile che non ci sono scuse per non farlo! Si prepara in un lampo, e per tutto il resto, ci pensa il nostro grande amico in cucina, il forno! ;)

Ingredienti:

  • 1 Kg. di zucca
  • 4 uova
  • 300 g. di farina
  • 200 g. di zucchero
  • 250 ml. di latte
  • 125 ml. di olio
  • 1 spruzzata di liquore (facoltativa e, nel caso, quanta ne volete)
  • 1 cucchiaiata (1 Tsp) di lievito in polvere ( tipo Royal)
  • 1 cucchiaiata ( 1 Tsp) di essenza di vaniglia
  • 1 confezione di latte condensato ( 370 g. circa) 
  • scorza di limone


Preparazione:

1- Peliamo, tagliamo e cuociamo la zucca, la lasciamo asciugare bene e la trituriamo con un tritatutto da cucina.


2-  Aggiungiamo il resto degli ingredienti alla zucca triturata, e mescoliamo bene il tutto fino ad ottenere un mix omogeneo. Ricordate di setacciare per bene la farina, altrimenti verranno fuori dei grumetti.

3- Ungiamo con burro o olio la nostra teglia da cucina (nel mio caso, una teglia rettangolare di 30 cm per 18), e versiamo dentro la nostra mescola, la cuoceremo in un forno preriscaldato a 120 gradi per circa 75 minuti.

Il nostro dolce nel forno

Ed ecco fatto! Pronto! Lo lasceremo a raffreddare un po' e poi lo estrarremo dalla teglia e lo taglieremo come preferiamo. Una volta freddo lo potrete poi conservare in frigo.



E' un dolce con una composizione molto morbida e cremosa. Se non vi piace la zucca (neanche a me fa impazzire), vi consiglio comunque di provarlo, vi sorprenderà!



Saluti!

AnGie


domingo, 15 de junio de 2014

Potas con salsa: una ricetta Canaria!




Le potas en salsa sono un piatto tradizionale delle Isole Canarie, tipico delle zone di pescatori. Come accade per ogni piatto di questo tipo, ogni casa e ogni zona le cucina a suo modo, pertanto oggi vi spiego come le facciamo noi a casa nostra.

La pota è un mollusco (o meglio un cefalopode, dato che manca di guscio) molto simile al calamaro, ma più economico e forse anche meno conosciuto e usato, ma con il quale si possono fare dei piatti davvero deliziosi. La qualità della sua carne è forse inferiore a quella del calamaro, ma se la cuciniamo a modo può essere deliziosa!

Alle isole Canarie si usano davvero molto le potas, soprattutto preparate con la salsa. Ricordo che fino a non troppo tempo fa (e ancor oggi, di tanto in tanto) quando arrivavano i pescatori e gridavano con i camioncini "potasss! Potas frescheee...che buone le potaaaass!" e tutti scendevano a comprare le potas che i pescatori avevano pescato la notte prima. Questa è una caratteristica tipica della pesca delle potas: si pescano di notte e in alto mare.



Le potas accettano le stesse modalità di preparazione dei calamari, così che per i bimbi (e non solo!) sono ideali, dato che non hanno lische. Nutrizionalmente parlando poi le potas sono decisamente interessanti, dato che sono una cospicua fonte di proteine e i grassi che hanno sono del tipo buono, e anche se hanno circa 190 mg. di colesterolo ogni 100 grammi di pota, una volta che ne mangiamo il nostro colesterolo non aumenterà come invece accade quando mangiamo altri alimenti, anzi, in realtà aiuta a abbassarne il livello grazie al particolare tipo di grasso che contiene. E' ricca anche di vitamine e di minerali come il fosforo, il potassio e il magnesio. Mangiate le potas quindi, che vi fanno bene!

Questa preparazione è molto versatile, e possiamo prepararne in più, e quello che ci avanzerà lo possiamo usare in molte altre preparazioni! Approfittatene! Ci risparmieremo tempo e denaro. Inoltre è anche un piatto con ingredienti molto facili ed economici. Meno è più!
Ingredientes:
  • 1 kg y 1/2 aprox. de Potas.
  • 1 pimiento rojo
  • 1 cebolla grande
  • 3 dientes de ajo
  • 3 ó 4 tomates de salsa
  • 1 cucharilla de pimentón dulce
  • 2 hojas de laurel
  • 2 vasos de vino blanco ( aproximadamente)
  • 5 ó 6 cucharas soperas de aceite de oliva
  • Sal ( al gusto)
Preparazione:

1- Puliamo le potas e le tagliamo come preferiamo. Io non le tolgo la pelle mentre le pulisco perchè aggiungono una nota di sapore alla salsa, ma è una questione di gusti.




2- In una pentola al fuoco, mettiamo olio, la cipolla sminuzzata, come per fare un soffritto. Quando inizia ad essere soffritta, aggiungiamo l'aglio sminuzzato, il peperone tagliato e continuamo a soffriggere. Infine, quando il soffritto è circa a metà del processo, aggiungiamo i pomodori tagliati e pelati in precedenza.



3- Quando il nostro soffritto sarà in buona sostanza fatto (non è necessario che diventi una salsa di già in questo punto), aggiungiamo le potas, le rigiriamo un attimo, aggiungiamo il peperone, l'alloro e per ultimo il vino bianco. Ho detto una quantità di vino approssimativa, dato che durante la cottura magari dovremo aggiungerne un po' di più.




Lasciamo cuocere le nostre potas con sopra il coperchio, per circa 50 minuti (quando 
Dejamos guisar nuestras potas con el caldero tapado, aproximadamente 50 minutos 
(quando vogliamo controllare che le potas sono morbide è meglio farlo controllando i tentacoli, e se questi sono morbidi, allora la pota è pronta, dato che i tentacoli sono la parte più dura). Se vediamo che ancora non è abbastanza morbida ma la salsa si è abbassata parecchio, sara meglio aggiungere del vino, ma mai acqua! Così sarà più buono. In questo punto proveremo anche il sale, che ancora non abbiamo messo, dato che questi molluschi di solito rilasciano del sale nella cottura, e così non rischieremo che ci si rovini il piatto risultando troppo salato. Se crediamo che ci voglia, possiamo aggiungere un poco di sale marino, rigiriamo e continuiamo a cuocerlo...ciup ciup ciup ciup!


4- Quando crediamo che le potas siano ponte, le lasciamo qualche minuto in più, per permettere alla salsa di attaccarsi al fondo, cosa che darà al piatto un tocco tostato molto saporito, ma attenzione a non bruciarla!

La cosa migliore è accompagnare questo piatto con le mitiche papas arrugadas delle Isole Canarie, oppure con patate arrosto o ancora una buona purea di patate.


E' un piatto delizioso, ma anche molto flessibile, dato che possiamo usarlo anche per fare un buon riso con potas, che con il sapore della salsetta risulta davvero spettacolare! O anche possiamo usarlo per riempire le empanadas spagnole, etc...etc...Inoltre possiamo anche congelarlo e tenerlo pronto per quando ne abbiamo bisogno!

Per esempio, oggi vi propongo di fare un riso con le potas che avete avanzato il giorno prima (anche se spesso faccio le potas con salsa per fare direttamente il riso...gnammete!).

Per avere un ottimo riso dovete soltanto aggiungere alla stessa pentola dove teniamo le potas che sono avanzate la quantità di riso che desideriamo a seconda di quanti sono i commensali, e acqua (per ogni dose di riso ne mettiamo due e mezza di acqua, ma dipende anche da come è la nostra salsa: se è molto liquida, ne ridurremo la quantità). Aggiungiamo anche un pizzico di curcuma, per dare il colore giallo tipico, così da evitare di usare
 coloranti alimentari, e per di più ce ne potremo giovare: la curcuma infatti ha delle notevoli proprietà benefiche! Aggiungiamo il sale secondo il gusto, cuciniamo e quando il riso sarà al punto giusto di cottura...voilà! Ecco fatto rapidamente un delizioso piatto di riso gustosissimo!

Di certo al riso potremo aggiungere anche olive, piselli o quel che desideriamo, ma il bello di questo piatto è quello che con un piatto molto semplice, con pochi ingredienti, potrete avere una squisitezza da leccarsi i baffi!

Buon appetito!

AnGie


martes, 10 de junio de 2014

Ciambella alla menta, cocco e limone




Oggi vi mostriamo un dolce di quelli che nascono un po' per caso, sperimentando, e poi rimangono nel tuo ricettario per sempre. 
Adoro le erbe aromatiche e quelle medicinali, le uso moltissimo e negli ultimi tempi le ho piantate un po' in tutta casa ahahahah! E allora, mi è venuto in mente, perchè non utilizzarle anche nei miei dolci?



Questa ciambella è fatta con menta hierba buena, un erba che dà un tocco differente, un tocco fresco.
Inoltre l'ho fatta con olio d'oliva al posto del burro, cosa che rende il dolce ancora più leggero senza perdere nulla del suo gusto. Vi invito caldamente a provarla!

Ingredienti:

  • 1 yogurt di cocco (o naturale)
  • 125 ml. di olio d'oliva
  • 250 di zucchero di canna
  • 4 uova
  • 125 ml di buttermilk (latticello)*
  • 450 g. di farina
  • 1 limone (sia succo che la scorza)
  • 1 pizzico di sale
  • Menta tipo hierba buena (20 foglie circa)
  • 80 g. di cocco gratugiato
  • 15 g. di lievito in povere


* Il buttermilk si vende già fatto, ma io di solito me lo faccio in casa. 15 minuti circa di iniziare a fare il vostro dolce, preparate in una tazza il latte necessario e aggiungete il succo di limone. Lasciate riposare per il tempo richiesto e vedrete che otterrete una specie di latte rancido: non vi preoccupate, va bene così! Rigirate il tutto e utilizzatelo così direttamente. Questo ingrediente renderà ancora più soffici i vostri dolci.

Preparazione:

1- In una ciotola mettiamo le uova intere e lo zucchero. Mescoliamo il tutto a velocità media.

2- Al nostro mix di uova aggiungiamo anche l'olio, il succo di limone e lo yogurt. Mescoliamo ancora.

3- Sminuzziamo finemente la menta tipo hierba buena (quella che si usa per fare ad esempio il mojito) con un coltello e la aggiungiamo al nostro mix, assieme alla scorza di limone.
4- In una ciotola a parte, mettiamo la farina, il lievito e il sale. Setacciamo il tutto e lo mettiamo da parte.
5- Aggiungiamo poco a poco il nostro mix di farina, alternandolo con il buttermilk, cioè mettendo nella ciotola 1/3 di farina, rigiriamo bene e poi mettiamo 1/3 di buttermilk, e così via fino a esaurire i nostri ingredienti.

6- ungiamo lo stampo per ciambelle, versiamo il nostro mix e lo mettiamo in un forno preriscaldato a 180°C, per circa 45-50 minuti. Metteremo il nostro dolce a media altezza nel nostro forno e se inizia a dorarsi in superficie ma (bucandolo con un ago da cucina) vediamo che ancora non è pronto, possiamo coprirlo con un foglio di alluminio o carta da forno.

7- Quando sarà pronto, lo togliamo dallo stampo e lo lasceremo raffreddare su una teglia, e quando sarà pronto lo spolvereremo con zucchero a vero per decorarlo.

E' ideale per essere mangiato con una tazza di tè, perciò...voi preparate il tè, che noi portiamo la ciambella! ;)




Un salutone!

AnGie


domingo, 8 de junio de 2014

Il cocktail Negroni: storia e ricetta

"per me un Negroni, grazie!"
Chissà quante volte avrete sentito questa frase nei bar italiani. Il Negroni è uno dei grandi cocktail dell'elenco ufficiale stilato dalla IBA, la International Bartender Association. Ha una storia secolare alle spalle, e ciò lo rende uno dei drink più longevi della storia.



Questo cocktail ha un tipico colore arancione scuro, quasi amaranto, ed è ottenuto mescolando il gin, il Campari bitter e il Vermut Rosso. E' perfetto per gli aperitivi, e sappiamo quanto noi italiani amiamo l'aperitivo! ;)
Fin dagli albori della nostra storia lo celebravamo, ad esempio si sa che perfino gli antichi romani bevevano prima di cenare un vino mescolato con miele, chiamato Mulsum. L'aperitivo moderno invece è stato inventato parecchi secoli dopo: siamo nel 1786, a Torino, quando Antonio Benedetto Carpano inventò il Vermut, mescolando insieme il vino bianco con una trentina di erbe aromatiche e spezie. In seguito a Carpano, il Vermut della Gancia divenne l'aperitivo ufficiale della Casa Reale dei Savoia. Se anche voi alla parola "Gancia" avete associato il celebre spumante che si usa per celebrare compleanni, capodanni e feste in generale, non vi preoccupate, parleremo di questa eccellenza in un altro articolo! ;)


In seguito all'unificazione d'Italia, il Vermut divenne dunque un drink alla moda in tutte le città dello Stivale. Nell'epoca d'oro dei Caffè, alla fine del XIX secolo, divenne un autentico rito diffuso in tutta Italia. In generale, l'aperitivo alla piemontese era servito assieme a piccole pietanze che potessero accompagnare il cliente verso la cena. A Torino era (ed è ancora oggi, andate a vedere in Piazza Po!) assai popolare la Bagna Cauda, una sorta di intingolo a base di acciughe ed aglio da mangiare con verdure (sedani, peperoni...ecc ecc). Ovviamente oggi la varietà di prodotti gastronomici con cui accompagnare l'aperitivo si è enormemente allargata! Molti addirittura cenano con l'aperitivo, e in città come Milano si è diffusa anche l'usanza dell'Happy Hour, una sorta di aperitivo-cena (apericena) che unisce l'usanza degli aperitivi con primi piatti caldi come pasta, risotti e addirittura focacce e pizze, il tutto al prezzo di un drink!

Il conte Camillo Negroni
Ma dopo questa breve escursione sulla storia dell'aperitivo, torniamo al nostro cocktail Negroni, di cui si conosce esattamente il luogo e l'anno di nascita. Siamo nel 1919, in una delle città più belle della Vecchia Europa: Firenze. Siamo nella centralissima Via de' Tornabuoni, vicino al meraviglioso Palazzo Strozzi, uno dei capolavori del Rinascimento fiorentino, un edificio così vasto e sontuoso che il suo artefice, il ricchissimo banchiere Filippo Strozzi (da cui deriva oggi la parola "strozzino", per darvi l'idea della cupidigia dell'individuo) mandò in rovina l'intera casata pur di completarlo. Ebbene, in questa lussuosa via troviamo il Caffè Casoni, in cui era solito andare il conte Camillo Negroni. Stanco del suo solito cocktail, l'aperitivo Americano, il conte ebbe l'idea di dare una svolta più folle alla bevanda, suggerendo al barista Fosco Scarselli di sostituire il selz con il gin, in ricordo dei viaggi londinesi del Negroni. Il drink piacque moltissimo, e non solo al conte, ma anche ai suoi amici altolocati, il quale ne diffusero la fama. Tutti volevano, dapprima a Firenze e poi nel resto d'Italia, "l'aperitivo Americano alla moda del conte Negroni", o, più comodamente, "un Negroni!".

Il bar Basso a Milano


Ci sono numerose varianti del Negroni, ma dato che uno di noi (Tom) è di Milano, non possiamo non menzionare il cocktail più milanese di tutti, il Negroni Sbagliato. Questa versione è ottenuta cambiando il gin della versione originale con uno spumante brut, cioè secco. Il Negroni Sbagliato è più leggero, e dunque è ancora meglio come aperitivo. Fu inventato negli anni Sessanta nel Bar Basso, nell'elegante zona di Porta Venezia, dal barista Mirko Stocchetto. Ed ora vediamo come farlo in casa!

Ingredienti:

- Cubetti di ghiaccio (quanto basta)
- 1/3 bicchiere di Campari bitter
- 1/3 bicchiere di spumante brut
- 1/3 bicchiere di Martini Rosso
- qualche goccia di angostura
-una fettina d'arancia per decorare il cocktail

Preparazione:

E' facilissimo e rapidissimo! Mettere i cubetti di ghiaccio nel vostro bicchiere, il bicchiere ideale è il tumbler medio, basso e largo. Aggiungete il Campari, il Martini e il vostro spumante brut, mescolate il tutto per bene, aggiungete qualche goccia di angostura e decorate il bicchiere con una fettina d'arancia.
Un cocktail elegante e raffinato in pochi semplici passi!
Provate a farlo a casa vostra e diteci com'è andata! Farete un figurone con i vostri amici! :)

Salutoni!

Tom

domingo, 1 de junio de 2014

Sorbetto allo yogurt e frutti di bosco


Oggi vi porto una idea per fare un dolce fresco e sanissimo. Un gelato di yogurt, anzi, un sorbetto, ideale per concludere alla grande un pasto, per la merenda, come spuntino a metà mattinata, senza perdere l'allegria che troviamo nel gelato! E per di più lo farete in un attimo! 
 
I frutti di bosco, conosciuti anche come frutti rossi, sono composti da more, fragole, mirtilli, ribes ecc. ecc. 
Ognuno di questi frutti ha una sua peculiare composizione, ma in linea di massima possiamo dire che ognuno ha una fortissima componente a base di acque (per le fragole si tratta addirittura del 90%!), non hanno grassi, neanche proteine in realtà, ma compensano con un elevato apporto in fibre, vitamine (soprattutto vitamina C), acido folico e minerali essenziali per il nostro corpo come possono essere il potassio, il calcio, il magnesio e inoltre hanno pochissime calorie!

Una delle loro caratteristiche più importanti è il fatto che i frutti di bosco sono degli eccellenti antiossidanti il che significa che sono essenziali per combattere l'invecchiamento cellulare, lottano contro i radicali liberi e pertanto aiutano a evitare malattie come problemi cardiovascolari, cancro o problemi digestivi. Sono incredibili per le diete ipocaloriche, molto buoni contro le infezioni urinarie, aiutano a regolare il nostro transito intestinale, ci difendono contro le infezioni  e prevengono la anemia! Cosa possiamo chiedere di più a questi piccoli frutti, se oltre ad essere così belli (io li trovo bellissimi!), sono buonissimi, con il loro tipico sapore tra il dolce e l'acidulo, e sono ideali per qualunque ricetta, sia dolce che salata.




Oggi vi presentiamo un dolce, una specie di gelato, anche se è senza tutte le calorie che invece i gelati sono soliti avere. Ai frutti di bosco ho aggiunto anche un po' di yogurt naturale, per dare un tocco cremoso e aumentare il potere benefico di questo dolce, ma chiaramente, nel caso in cui foste intolleranti al lattosio, potrete sostituirlo con yogurt di soia, per esempio.

Ingredienti:

2 tazze di frutti di bosco congelate
1 yogurt naturale
1 cucchiaio di miele (facoltativo)

Preparazione:

Mettiamo la frutta congelata, lo yogurt e nel caso il miele (se vogliamo dargli un tocco in più di dolce) nel frullatore, o nel robot da cucina come il Bimby (o Thermomix, come è noto in molti Paesi). Frulliamo il tutto a velocità massima per pochi secondi, e dico solo "alcuni secondi" perchè se esageriamo ci ritroveremo con un frappè,  che per carità è delizioso, ma magari preferivamo un sorbetto. Decidete voi se preferite l'uno o l'altro! ;)
Ed è già pronto così! Decoratelo con dei frutti del bosco interi e godetevi questo dessert delizioso e sanissimo!

Gnam gnam!

Nota: Questo è un dolce che va fatto e servito al momento, ma se lo preferisci possiamo usare il mix ottenuto per riempire degli stampi per ghiaccioli o gelati, in questo caso saranno buonissimi e li avremo sempre a portata di mano nel caso che volessimo mangiarceli!

Un salutone! ;)

AnGie

lunes, 5 de mayo de 2014

pane rapido

Hai a disposizione un'oretta e mezza o meglio due? Se la risposta è sì, allora ti propongo di fare questo "pane rapido".

Sappiamo quanto il mondo del pane possa essere infinito, e poco a poco faremo sempre più ricette per condividerle con voi, ma dato che è anche un mondo che a prima vista può sembrare complicato o che richiede tempo e pazienza, vogliamo iniziare con pani rapidi e facili che si possono fare in qualunque momento, preparazioni lunghe giornate intere o senza ingredienti difficili da trovare. E' infatti importante tornare ad innamorarci del pane fatto in casa, tornare al pane, al pane di un tempo, al pane che sa di pane e non al pane che oggi possiamo trovare in ogni discount. Abbiamo già pubblicato altre ricette di pani semplici, come ad esempio il "pane con aromi mediterranei". Nel caso del pane di oggi, non è un pane particolarmente ricco di sapori ed aromi, dato che non ha massa madre, ma il saporre saremo noi a darglielo con la nostra fantasia o con quello che vorrete metterci dentro. Vi garantisco che fare il pane in casa, di qualunque tipo esso sia, è parecchio divertente, soddisfacente e persino rilassante. Se poi useremo farina di qualità, integrale o di cereali,  oltre a tutto ciò che vi abbiamo detto in precedenza, il vostro pane sarà anche molto sano....bene, si parte!




Ingredienti:
  • 550 g. di farina di forza
  • 275 ml. di acqua tiepida
  • 10 g. di sale
  • 25 g. di lievito fresco da panettiere
  • semi di papaver, avena, semi di zucchero, origano o sesamo (facoltativi, servono per decorare)
Preparazione:

1º- Mettete la farina, il sale e l'acqua tiepida in una ciotola, e mescolate il tutto fino ad ottenere una massa, a questo punto aggiungeremo il lievito (spezzettandola con le dita), e continueremo a rigirare il tutto. Il lievito lo metteremo nella massa dopo il resto per evitare che la nostra massa inizi la lievitazione prima del tempo, e soprattutto per evitare che ci sia ancora del sale, dato che altrimenti non potrebbe lievitare.
2º- La nostra massa dovrà essere elastica, ma senza che risulti appiccicosa alle dita. Nel caso, aggiungere dell'acqua.
3º- In una superficie infarinata, create una pallina con la vostra massa e fateci sopra una croce (affinchè quando la massa si riposa non si rompa) e lasciatela riposare coperta con un panno da cucina per circa 10-15 minuti.

La massa prima del riposo

La massa dopo il riposo

4º- Dopo questa fase, schiacciate con le mani la massa per estrarre tutta l'aria, e dividetela secondo le vostre preferenze, possiamo fare delle palline di circa 45 grammi l'una, oppure dei mini sfiatini o ancora un unico grande pane...decidete voi! Nel mio caso ho fatto dei panetti rotondi, alcuni con semi di papavero, altri con origano, o con aveva o semi di zucca. Ho fatto anche degli sfilatini con origano, però in realtà si può fare come volete, usate il vostro gusto e la vostra immaginazione.

Pani prima della lievitazione


5º- Una volta che sono pronte le palle di pane, bagnate la superficie per potere attaccarvisi i semi o le erbe aromatiche che abbiamo scelto, e subito dopo fateci sopra una croce, per evitare che si possa rompere nella lievitazione e poi nel forno. Se vuoi fare uno sfilatino o baguette, nulla di più semplice, fai una pallina, stirala con il mattarello e avvolgi la massa su se stessa. Poi fai dei taglietti sulla superficie ed ecco fatto. Una volta che avremo finito di lavorare alla creazione dei nostri pani, lasciateli su una teglia da forno per 30 minuti virca, affinchè possano riposare. E' meglio se scegliete un posto umido, altrimenti potrete metterlo nel forno a 40 gradi con una bacinella d'acqua dentro, e in questo modo lieviterà alla grande!



avvolgete la massa su se stessa per fare una baguette


6º- Una volta che il pane avrà riposato, li cuoceremo nel forno preriscaldato a 180°C per circa 20-25 minuti. Non vogliamo che il pane sia troppo cotto, un trucco per saperlo è ossevare il fondo del pane, se la vediamo che inizia ad abbrustolirsi, è pronto! ;)



Pani pronti per il forno dopo la lievitazione

Sarebbe ideale mangiarlo nello stesso giorno in cui lo avete cucinato, altrimenti potrete congelarlo e quando vorrete mangiarlo, potrete tirarlo fuori un po' prima affinchè si scongeli oppure potrete metterlo su una piastra a riscaldarlo e sarà delizioso.

Se fai il pane con frequenza, ti consiglio di conservare un po' della massa che hai fatto nel frigo, in questo modo avrai quasi una sorta di "massa madre" che uniremo alla prossima massa madre che faremo, e questo vedrete che darà un sapore aggiuntivo. In questo caso, al posto che mettere 550 grammi di farina di forza, metteremo 50 grammi di "massa madre" e 500 grammi di farina.


Questi pani sono l'ideale per la colazione, per le merende, per l'aperitivo o addirittura per dei mini hamburgers fatti in casa. Prova a farne una versione tua e raccontaci il risultato!



Salutoni buoni come il pane e buon mese dei fiori!


Angie